Vita extraterrestre: le prospettive dell’astrobiologia


Intervista al Prof. Costantino Sigismondi, 1 febbraio 2009

di Paolo Centofanti, Direttore SRM – Science and Religion in Media

Un tema che suscita sempre interesse, spesso sconfinando nel campo dell’esoterismo e della fantascienza, è quello della vita su altri pianeti.
Una possibilità certamente, caratterizzata da probabilità non remote, considerando l’enorme numero di pianeti potenzialmente simili al nostro, e senza tenere conto delle possibilità che la vita possa svilupparsi in forme che non conosciamo e che non potremmo forse nemmeno essere in grado di prevedere o di comprendere.
Anche P. Josè Luis Funes, gesuita, astronomo e direttore degli Osservatori Vaticani (link), si è pronunciato su questa possibilità.
Abbiamo chiesto un parere sull’argomento al Prof. Costantino Sigismondi, docente di Storia dell’Astronomia all’Università La Sapienza di Roma, e docente presso il Master in Scienza e Fede.
L’intervista è stata realizzata a margine della Giornata per la Vita, il 1 febbraio scorso, dopo un incontro con il Cardinale Vicario Agostino Vallini.

In questi anni l’interesse per l’astrobiologia è andato crescendo e vengono organizzati corsi su questi temi in varie università americane …

Si, io stesso ho avuto l’onore, a Yale nel 2000, di assistere ad un seminario del prof. Gerald A. Soffen, che era stato il Principal Investigator del progetto Viking, la navicella-laboratorio che atterrò su Marte il 4 luglio 1976, in coincidenza con il bicentenario della dichiarazione d’Indipendenza americana. Il Viking era stato programmato con tre diversi esperimenti per verificare l’esistenza della vita su Marte, che costituiscono ancora un punto di riferimento della ricerca della vita sul pianeta rosso.

Soffen è considerato uno dei padri dell’astrobiologia …

Esattamente, al momento del seminario a Yale, meno di un mese prima della sua scomparsa,  Soffen era legato al SETI Institute, (Search for ExtraTerrestrial Intelligence), per la ricerca di intelligenze extraterrestri tramite un network mondiale di computers. Già in quel periodo pc erano connessi al network, dedicando parte delle loro risorse all’analisi dei tracciati radio del grande radiotelescopio di Arecibo, alla ricerca di segnali di vita intelligente.
Il seminario era stato organizzato dal prof. Sabatino Sofia, italo-americano nativo di Episcopia in Lucania, un’autorità a livello mondiale sulla fisica solare, titolare del corso di astrobiologia all’Università di Yale. Con lui ho avuto anche la fortuna di studiare i metodi di misura ultraprecisi del diametro solare, con una borsa dell’Osservatorio Astronomico di Roma.

In Italia quali iniziative sono state dedicate all’astrobiologia ?

Gli Stati Uniti hanno iniziato e sono stati il traino, dopo molti scienziati italiani hanno iniziato a proporre propri corsi di astrobiologia. Soprattutto chi si occupava di chimica del mezzo interstellare, è stato quasi “costretto” ad occuparsi di astrobiologia, per rendere più “interessante” il proprio campo di ricerca.
E questo aiuta anche a rendere più semplice l’approccio ad argomenti scientifici molto tecnici, che risulterebbero anche piuttosto noiosi, se la prospettiva di trovare tracce di vita extraterrestre non desse slancio a questi progetti e ad eventuali fondi

Anche la Specola Vaticana si interessa di astrobiologia…

Sì, quest’anno vi sarà anche un convegno su questo argomento.
L’enorme numero di galassie nell’Universo lascia naturalmente emergere il dubbio se realmente noi siamo soli, oppure se non vi siano tanti altri pianeti in grado di ospitare la vita.
Il Prof. Nicola Cabibbo ha ricordato proprio alla conferenza stampa dello scorso 29 gennaio che i pianeti extrasolari noti sono già 333, ed il numero è in continua crescita…
Inoltre le ricerche di astrometria e fotometria necessarie per rivelare la presenza di un pianeta extrasolare sono utili anche ad altri settori dell’astronomia, che faticherebbero da soli a coinvolgere l’opinione pubblica quanto può farlo la ricerca di altre forme di vita.

Il problema dell’origine della vita è comunque di là da essere risolto.
Oggi è la giornata della vita, dedicata al concepimento e la nascita degli esseri umani. Dopo la legalizzazione dell’aborto in Italia si è cercato di porre rimedio all’assenza di una cultura per la vita, vista sia come mistero, che come ricchezza…
Noi che siamo cresciuti con tante produzioni televisive che ci hanno affascinato e interessato ai successi della ricerca scientifica, siamo totalmente deficitari sui problemi di metafisica.

Mi spiego meglio: anch’io avevo creduto possibile la teoria del brodo primordiale di amminoacidi dal quale sarebbe possibile ottenere i primi esseri viventi mediante scariche elettriche in atmosfera opportuna; sembra una ipotesi logica, tranne dal mio punto di vista per due piccoli dettagli: primo, non c’era prova sperimentale che materiale prebiotico produca materia vivente; secondo le eventuali combinazioni statistiche di serie di amminoacidi, per ottenere un DNA casualmente, sarebbe necessario un numero enorme di tentativi, per i quali non basterebbe l’età e l’energia dell’Universo. Ma c’è ancora un punto, espresso in modo chiaro dalla metafisica: il materiale prebiotico non è vivo, e non può esserci continuità tra non vita e vita… da un punto di vista ontologico.

Come possono coesistere metafisica e biologia ?

Non possiamo dare per certa una soluzione se non ci sono prove sperimentali, e se va contro la ragione. Questo ci fa capire che la definizione di vita deve essere oggetto di continuo studio. Ben vengano gli studi di bioetica, di astrobiologia, di metafisica, coordinati insieme per comprendere meglio il mistero della vita.

Siamo soli nell’Universo ?

Io ritengo di sì, ma è un’opinione personale. Dio che non ha risparmiato il suo Figlio per noi, può aver tranquillamente creato un Universo tanto ricco solo per lasciarcelo studiare e contemplare…
Personalmente percepisco nel versetto del Salmo 147 “Così non ha fatto con nessun altro popolo, non ha rivelato ad altri i suoi precetti” una esclusività nei confronti dell’umanità da parte di Dio. Ma questo è un mio punto di vista
Quello che però è certamente importante, è capire che se la vita si è disseminata nell’Universo, lo ha fatto ad una velocità piuttosto bassa. Probabilmente tramite comete, come sosteneva Fred Whipplem; io credo poi che non sia uscita dalla via Lattea. Però, se si è disseminata nell’Universo, lo ha fatto partendo da un certo punto dove è apparsa.
E quando la vita è apparsa ciò ha costituito una cesura rispetto a ciò che c’era prima.
In una parola: è stata creata.

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