Solenne Celebrazione Eucaristica per il 445mo Anniversario della nascita di Galileo Galilei

La Solenne Celebrazione Eucaristica, svoltasi il 15 febbraio scorso presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, è stata DSC_0351 lowres small.JPGpresieduta da S.E. Mons. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Hanno concelebrato S.E. Mons. Marcelo Sanchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, e Mons. Renzo Giuliano, Rettore della basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

Sono intervenuti Il Prof. Antonino Zichichi, Presidente della World Federation of Scientists (che presso la basilica ha organizzato la mostra Galilei Divin Uomo), il sen. Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il sen. Rocco Buttiglione, e alcuni degli artisti che hanno collaborato alla realizzazione della mostra

Pubblichiamo alcune brevi notizie sull’evento, e il video (YouTube SRM) dell’omelia di S.E. Mons. Gianfranco Ravasi

 

Il messaggio di Papa Benedetto XVI: sulle orme di Galileo non rinunciare né alla fede né alla ragione
“Altissime sono le espressioni dei segni interessanti di nuova fioritura che sulle orme di Galileo non rinunciano né alla fede né alla ragione” ha affermato il Santo Padre nel messaggio indirizzato ai partecipanti alla Celebrazione, letto da S.E. Mons. Gianfranco Ravasi. Il Pontefice ha impartito la sua benedizione agli organizzatori e ai partecipanti alla cerimonia.

L’intervento di Mons. Gianfranco Ravasi
Nell’omelia, Mons Ravasi ha inizialmente letto i saluti di S.E. Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano, che impossibilitato a partecipare lo aveva delegato «a rappresentare e ad esprimere la venerazione per questo insigne uomo di scienza e di fede».
“Diamo subito voce a Galileo Galilei”, ha proseguito, leggendo il brano della lettera in cui Galileo scriveva al Padre Benedetto Castelli: «l’autorità dello Spirito Santo ha avuto di mira a persuadere gli uomini su quelle verità che essendo necessarie alla loro salvezza non potevano per altre scienze o mezzo essere conosciute se non per bocca dello Spirito Santo».
“In questo passo – ha spiegato Ravasi – Galileo distingue la scienza laddove si muove per la ricerca umana e le verità necessarie alla nostra salvezza e che, nella fede, sono comunicate per mezzo dello Spirito Santo”.

L’intervento di Mons. Renzo Giuliano
Il Rettore della Basilica, Mons. Renzo Giuliano, ha sottolineato come nel 1564, oltre alla nascita di Galileo Galilei, vi sia stata la morte di Michelangelo e la nascita del Cardinale Federico Borromeo; un anno legato quindi a “questi grandi cristiani che hanno segnato con forte incidenza la storia dell’umanità, credendo e pagando profeticamente di persona per l’unità e l’armonia tra fede, arte e scienza”.
Descrivendo la mostra Galilei Divin Uomo, ha illustrato in particolare il pannello che mostra come “Galilei scopre il tempo del battito del pendolo sincronizzato al battito del suo cuore” e che ci spiega che “la natura e le sue leggi sono ritmate con il tempo dell’uomo, con il cuore di un’umanità che pulsa, con il tempo del cuore sofferente dell’uomo che si rivolge, come nel Vangelo di oggi, a Cristo e sul cuore della Chiesa che, come Cristo, pone la sua missione verso l’umanità intera debole e bisognosa di cuore e di cure amorevoli”.

L’intervento del Prof. Antonino Zichichi
Il prof. Zichichi ha spiegato nel suo intervento, come “Galilei cercava le impronte del Creatore, le prime leggi fondamentali della natura”. Con i suoi esperimenti, porgeva delle domande al Creatore. Citando Papa Giovanni Paolo II, ha ricordato che «la scienza nasce nell’immanente ma porta l’uomo verso il trascendente».
Per Zichichi in un periodo in cui “la cultura moderna rischia di passare alla storia per essere un esempio di ‘Hiroshima culturale”, è “fondamentale che Benedetto XVI abbia posto al centro dell’attenzione culturale la ragione”.

 

Link SRM YouTube, 1 – SRM YouTube, 2

 

immagini in aggiornamento

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