Evandro Agazzi: scienza e teologia non possono uscire dai propri ambiti, possono solo dialogare

Il prof. Agazzi lo ha spiegato nella conferenza tenuta a Roma il 24 novembre scorso per il Master in Scienza e Fede, nell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Dobbiamo evitare l’idea “che la scienza sia capace di risolvere tutti i problemi umani”, ha affermato, e soprattutto che sia in grado di provare l’esistenza o non esistenza di Dio, e di dare quindi alla fede basi empiriche per confermarla o per negarle validità oggettiva e razionale.

Ma la ricerca scientifica non ci offre certezze nemmeno per la conoscenza del mondo fisico; così, se “il positivismo poteva ancora illudersi che la scienza desse delle conoscenze assolutamente certe, definitive, irrevocabili”, da Popper in poi la filosofia, insieme alla non definitività dei risultati empirici, hanno demolito una tale illusione, giungendo all’idea che tutto ciò che gli scienziati verificano, desumono, teorizzano, sia comunque “in linea di principio confutabile, modificabile”, in definitiva “fallibile, per usare una espressione ormai assolutamente nell’uso”. E anche senza arrivare a recenti “eccessi, come negare comunque la certezza della conoscenza scientifica”, abbiamo però ulteriori ragioni per comprendere come tale conoscenza non sia assoluta e non possa aiutarci a individuare o negare la trascendenza, ovvero Dio.

 

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