La tutela delle risorse naturali garanzia di futuro


da  L’Osservatore Romano, 29 agosto 2010

La tutela delle risorse naturali garanzia di futuro

Messaggio del Patriarca ecumenico Bartolomeo per la Giornata dell’ambiente

Pubblichiamo una nostra traduzione del messaggio che il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, ha inviato per la Giornata dell’ambiente, che si svolge il 1º settembre, giorno nel quale la Chiesa ortodossa celebra fra l’altro l’indizione, ovvero l’inizio dell’anno ecclesiastico.

Più di venti anni fa il nostro beato predecessore, il compianto Patriarca Demetrio, animato da una profonda consapevolezza della gravità della crisi ambientale ma anche dalla responsabilità della Chiesa di affrontarla in modo efficace, pubblicò la prima enciclica ufficiale sulla tutela dell’ambiente. Attraverso questa enciclica, la Chiesa madre ha ufficialmente istituito il 1° settembre – inizio dell’anno ecclesiastico – come giornata di preghiera per la tutela dell’ambiente, annunciandola al pleroma della Chiesa che si trova nei quattro angoli della terra.

Da allora la nostra Chiesa, nella sua lungimiranza, ha rafforzato la dimensione eucaristica e ascetica della morale attingendo alle fonti della sua tradizione. Essa mostra l’importanza cruciale che noi diamo al nostro impegno, dal punto di vista sia personale sia generale, riguardo alla tutela dell’ambiente come creazione divina e come eredità condivisa.

Oggi, nel bel mezzo di una crisi finanziaria senza precedenti, l’umanità deve far fronte a ogni sorta di prova. Ma tali prove non sono legate unicamente alla nostra individualità. Sono dannose per la società nelle sue ultime difese e condizionano in particolare il nostro comportamento e la nostra percezione del mondo che ci circonda, persino nel modo in cui gerarchizziamo i nostri valori e le nostre priorità.


È importante osservare che la gravità dell’attuale crisi economica potrebbe comportare un cambiamento fondamentale nello sviluppo vitale dell’ambiente, la messa in atto, cioè, di un modello economico e sociale la cui priorità sarebbe la considerazione dell’ambiente e non più i guadagni finanziari senza freni. Consideriamo dunque, a esempio, cosa potrebbe accadere ai Paesi che sono profondamente colpiti dalla crisi economica e dalla povertà, come la Grecia. Queste nazioni possiedono parallelamente un’eccezionale ricchezza naturale:  ecosistemi unici, una fauna e una flora rare, risorse naturali particolari, paesaggi delicati ricchi di vento e di sole. Se gli ecosistemi si deteriorano, o addirittura spariscono, se le risorse naturali si esauriscono, se i paesaggi vengono danneggiati, se il disordine climatico produce effetti imprevedibili sul tempo, allora su quale fondamento poggerà il futuro finanziario di questi Paesi e dell’intero pianeta?


Di conseguenza, riteniamo che esista ai nostri giorni un bisogno inalienabile di cooperazione fra il consenso sociale e le iniziative politiche, al fine di permettere alla situazione di cambiare e di impegnarsi a favore di uno sviluppo ambientale sostenibile e duraturo.


Per la nostra Chiesa ortodossa, la tutela dell’ambiente, che noi consideriamo una creazione divina, costituisce una grande responsabilità di ogni persona umana, indipendentemente dai risultati materiali e finanziari. La correlazione diretta fra la missione divina di “lavorare e preservare” e tutti gli aspetti della vita contemporanea costituisce l’unica prospettiva di una coesistenza armoniosa con ognuno degli elementi del creato e con l’insieme del mondo naturale in generale.


Di conseguenza, esortiamo ognuno di voi, fratelli e sorelle, amati figli nel Signore, a prendere parte a questa lotta titanica e giusta al fine di attenuare la crisi ambientale e di prevenire gli impatti ancora peggiori che potrebbero derivarne. A tal fine, è opportuno che armonizziamo la nostra vita personale e collettiva, e anche i nostri comportamenti, con i bisogni degli ecosistemi, affinché la fauna e la flora in tutto il mondo possano vivere, perdurare ed essere preservate.

© L’Osservatore Romano

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