L’imprescindibile rispetto per il dono divino della creazione


da  L’Osservatore Romano, 4 settembre 2010



L’imprescindibile rispetto per il dono divino della creazione

Telegramma di Benedetto XVI ai partecipanti al Pellegrinaggio verde

Roma, 3. In occasione del “Pellegrinaggio verde” in Ungheria, Slovacchia e Austria, promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) dal 1° al 5 settembre, il Papa ha inviato un telegramma, a firma del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, al presidente del Ccee, il cardinale arcivescovo di Esztergom-Budapest, Péter Erdo. “In occasione – vi è scritto – del pellegrinaggio europeo che dall’Ungheria, attraverso la Slovacchia, terminerà in Austria presso il santuario di Mariazell, promosso da codesto Consiglio delle Conferenze episcopali europee, per riflettere sull’importante tema della custodia del Creato, il Pontefice rivolge ai partecipanti un benaugurante saluto” e “auspica che il significativo evento susciti un rinnovato impegno per la tutela dell’ambiente, riaffermando l’imprescindibile rispetto del dono divino della creazione”.

Come accennato, il pellegrinaggio dei vescovi responsabili nazionali per la custodia del Creato in Europa si concluderà il 5 settembre, con una messa presieduta dal cardinale arcivescovo di Vienna, Christoph Schönborn. Oggi, venerdì 3 settembre, si è svolta una tavola rotonda sulla formazione alla custodia del Creato, alla quale ha partecipato, tra gli altri, il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Il cardinale ha sottolineato che il Creato, “lavoro delle mani di Dio, è nelle mani dell’uomo”. Il porporato si è richiamato al magistero pontificio per ricordare che l’ambiente e la natura sono doni dati a ciascuno degli uomini e che ogni persona si deve sentire responsabile di un corretto utilizzo delle risorse naturali e ambientali, con particolare attenzione verso la salvaguardia delle future generazioni.


Molte persone in numerosi Paesi, ha osservato il porporato – riferendosi al verificarsi delle catastrofi naturali – “stanno sperimentando crescenti difficoltà, di fronte alla negligenza dell’uomo e al rifiuto di assumersi le responsabilità, in tema di ambiente, come buon custode del Creato”.


Il cardinale è poi passato ad analizzare i risvolti sociali di questa incuranza nei confronti dell’ambiente, evidenziando l’improprio utilizzo delle risorse energetiche e ambientali e le crescenti disuguaglianze tra il mondo industrializzato e quello ancora sottosviluppato. “Ogni attività economica che faccia uso delle risorse naturali – ha puntualizzato – deve essere svolta nell’ottica della salvaguardia ambientale”. Anche il clima, ha aggiunto, “è un bene che deve essere protetto e chiama coloro che sono coinvolti nelle attività industriali a un grande senso di responsabilità”.

Per il cardinale “c’è uno sbilanciamento tra le nazioni sviluppate e quelle che non lo sono, che deve essere affrontato”. Si tratta, ha specificato, “di una questione che non concerne soltanto il bene comune, ma è una questione di giustizia”. Il divario tra le nazioni ricche e quelle povere, ha concluso, è pertanto una questione che deve essere affrontata “assieme allo scopo per il quale i doni della creazione ci sono stati concessi e che tutti hanno il diritto di condividere”.

© L’Osservatore Romano

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