Quando il genio è una patologia (?)

Giorgio IsraelPer Giorgio Israel questa è la conclusione a cui arriviamo se ci adeguiamo pedissequamente a qualche nuova scoperta (o presunta tale) nel campo delle neuroscienze, come la realizzazione del cosiddetto coscienziometro, ossimorico strumento per misurare la coscienza prima ancora di “sapere cosa sia la coscienza e come si possa misurare”.

Così, nell’epoca del trionfo delle neuroscienze, in questi giorni alcuni scienziati spagnoli dichiarano sulla rivista Medical Humanities di aver compreso la ragione per cui Fryderyk Chopin, quando suonava, quasi sempre sognava anche con gli occhi aperti.

Non perché così esprimeva il suo “genio pieno di sentimenti e di espressione”, come ipotizzava George Sand, ma per le conseguenze di una forma epilettica che lo colpiva nel lobo temporale del cervello.

Per Israel, ci troviamo di fronte non ad una scoperta, ma ad una forma di riduzionismo già vista, come quando “anni fa si era detto che la scienza era in procinto di spiegare che il sentimento di trascendenza e la religiosità mistica sono forme epilettiche” e che quindi “Galileo, Newton, Keplero, e tanti altri erano grandi scienziati che però avevano un difetto cerebrale”.

Assistendo così al sorgere della “nuova disciplina della neuroteologia, che avrebbe individuato le conformazioni neuronali responsabili del senso di trascendenza”.

Link Il Giornale

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