A Bartolomeo il “Premio Poupard” per la salvaguardia del creato

da  L’Osservatore Romano, 3 marzo 2010

A Bartolomeo il “Premio Poupard” per la salvaguardia del creato

Monaco, 2. Una grande figura, “che suscita ammirazione per la vastità della sua azione e la pertinenza dei suoi interventi, sia nel campo ecclesiale, e specialmente ecumenico, sia nell’impegno decisivo per la salvaguardia del creato”. Il cardinale Paul Poupard, presidente emerito del Pontificio consiglio della cultura e del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, motiva con queste parole l’assegnazione del premio, che porta il suo nome, al Patriarca ecumenico Bartolomeo, proprio per l’impegno da lui profuso “per la salvaguardia del creato”. Un premio che vuole contribuire “a far meglio conoscere la sua azione esemplare” in questo campo.

La cerimonia di consegna si svolgerà domani nel Principato di Monaco. Nel suo discorso – secondo un’anticipazione fornita al nostro giornale – il cardinale Poupard ricorda i simposi organizzati da Bartolomeo da un quindicennio sotto il titolo “Religione, scienza e ambiente”, con il concorso multiculturale e interdisciplinare di scienziati, teologi. In particolare il porporato sottolinea l’importanza della Dichiarazione congiunta firmata dal Patriarca nel Palazzo ducale a Venezia il 10 giugno 2002 mentre Giovanni Paolo ii era collegato dal Vaticano. A otto anni di distanza, il Premio Cardinale Paul Poupard si iscrive nella stessa prospettiva del Mediterraneo “matrice di civiltà”.

Dal mar Baltico all’Amazzonia, dall’Artico al continente americano, e prossimamente nel cuore dell’Africa, sul lago Vittoria, tra Tanzania, Uganda e Kenya, Bartolomeo è “infaticabile” nella sua missione – scrive Poupard – che ricorda il recente simposio “Religione, scienza e ambiente”  portato sul grande fiume Mississippi e la visita a New Orleans, in Louisiana. Con la convinzione fondamentale che “salvare il pianeta è un dovere di  ogni  uomo,  che implica un vero rinnovamento culturale nell’espressione di una solidarietà nuova tra il Creatore, le creature e il creato”.

© L’Osservatore Romano

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