L’Accademia cattolica di Francia spazio d’incontro tra fede e ragione

da L’Osservatore Romano, 24 settembre 2009


L’Accademia cattolica di Francia spazio d’incontro tra fede e ragione

La conferenza inaugurale il 23 ottobre a Parigi

Parigi, 23. La cosa – come ha scritto il quotidiano “La Croix” – è seria:  dare vita a un’istituzione che sia, allo stesso tempo, accademica e cattolica; creare uno spazio di dibattito affinché gli intellettuali cattolici possano riavere visibilità e voce e manifestare meglio la propria identità; rilanciare il dialogo fra teologi, filosofi e scienziati di tutti gli orizzonti, aprendosi a uomini e donne di altre religioni e ai non credenti. Questi gli ambiziosi obiettivi dell’Accademia cattolica di Francia, presentata ieri a Parigi, che il 23 ottobre inaugurerà ufficialmente la sua attività con la conferenza “Dio, il tempo e la vita”, dedicata alla teoria dell’evoluzione in occasione del centocinquantesimo anniversario della prima edizione de L’origine delle specie di Charles Darwin.

Sede dell’accademia è il Collège des Bernardins, acquisito dall’arcidiocesi di Parigi nel 2001 e dal 2008 diventato, dopo un lungo lavoro di restauro, luogo privilegiato di incontro e di dibattito educativo e culturale fra la Chiesa cattolica e la città. Proprio al Collège des Bernardins, il 12 settembre 2008, Benedetto XVI incontrò il mondo della cultura durante il suo viaggio apostolico in Francia.

L’iniziativa è importante. Basti pensare alle personalità coinvolte nel progetto:  dall’arcivescovo emerito di Strasburgo, Joseph Doré, ai vescovi di Angoulême, Claude Dagens, e di Blois, Maurice Le Bègue de Germiny, dal filosofo Rémi Brague al giornalista e saggista Jean-Claude Guillebaud, da padre Olivier Artus, della Pontificia Commissione Biblica, a Jean-Dominique Durand, del Pontificio Consiglio della Cultura, a padre Jean-Michel Maldamé, della Pontificia Accademia delle Scienze. Venticinque al momento i membri del corpo accademico, ma alla fine dovrebbero essere settanta. I candidati, di riconosciuta fama e provenienti da diverse discipline (scientifiche, filosofiche, teologiche, artistiche, giuridiche), potranno diventarne membri dopo il voto del consiglio accademico.

A sostenere l’Accademia cattolica di Francia anche un’associazione di aderenti. Tra le istituzioni vi figurano le otto facoltà cattoliche di teologia, la Scuola biblica di Gerusalemme e alcune riviste del settore. “Vogliamo riconciliare in Francia la filosofia e la teologia”, spiega padre Philippe Capelle-Dumont, per anni preside della facoltà di filosofia all’Istituto cattolico di Parigi e tra i fondatori dell’Accademia assieme a padre Jean-Robert Armogathe, al biologo Edgardo Carosella e al filosofo Pierre Manent. “Anche se si sentono meno – afferma Capelle-Dumont – gli intellettuali cattolici non sono scomparsi”. Dopo il loro “silenzio” e la loro latitanza dal dibattito pubblico, denunciati negli anni ’90 dal quotidiano “Le Monde”, dopo la morte, nel 2007, dello storico e politologo René Remond (che sembrava aver segnato simbolicamente, almeno in Francia, la fine della figura dell’intellettuale cattolico), adesso – sottolinea il filosofo Rémi Brague – “occorre adoperarsi per far riemergere i pensatori laici, uscire da un certo linguaggio” fiacco e ripetitivo, “dal ghetto dove i cattolici si sono volontariamente rinchiusi”. E proporre un rinnovato incontro, tra fede e ragione, sul solco della tradizione cattolica.

Il modello è quello delle Accademie cattoliche tedesche (Magonza in particolare), sedi privilegiate e riconosciute del dialogo fra Chiesa e società.

© L’Osservatore Romano

Leave a Reply