Buchi neri sulla Terra ? Ci sarebbero da molto prima dell’LHC …

Archiviate già precedentemente le tragiche e irreali previsioni (cfr. SRM) che il progetto LHC avrebbe generato buchi neri che avrebbero finito per divorare la Terra, si scopre che forse in giro sul nostro pianeta ve ne sarebbero già diversi, e da tempo non calcolabile.

Stando a quanto ipotizzato da Aaron P. VanDevender e J. Pace VanDevender, ricercatori dei Sandia National Laboratories di Albuquerque, New Mexico, si tratterebbe di micro buchi neri, originati nelle fasi iniziale del Big Bang, caratterizzati da dimensioni talmente minime da poter essere rilevabili con grande difficoltà e da masse che, seppur enormi per le nostre concezioni, sono frazioni ridottissime delle masse dei buchi neri che siamo abituati a considerare, e studiare, nello spazio esterno.

Anche altre caratteristiche, come il non assorbimento della materia circostante quando hanno massa inferiore ai 1012 kg, e il loro trattenerla invece costantemente in orbita a una distanza definita, in base ad alcuni specifici fenomeni quantistici, li renderebbero dei buchi neri in un certo senso atipici, destinati oltretutto a scomparire, di fatto evaporando, in un tempo relativamente breve.

Per descrivere e spiegare il fenomeno dell’orbitare della materia attorno ad essi, è stato formulato un modello che, per somiglianza con il movimento degli elettroni attorno al nucleo, è stato definito GEA (Gravitational Equivalent of an Atom), ovvero equivalente gravitazionale di un atomo.

Link Cornell University Library –  Le Scienze

PC

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