Si può brevettare la vita ?

Una domanda che fino a pochi anni fa poteva sembrare appartenere alla fantascienza o alla fantapolitica, ma che oggi è di estrema attualità, con il costante progredire delle biotecnologie, e delle questioni etiche, morali, oltre che economiche, ad esse connesse.

Un problema che la società attuale si trova a dover affrontare quotidianamente, e che nasce lontano, nel materialismo filosofico e scientista che cerca di ridurre la vita a semplice aggregazione di composti inorganici e chimici, e al loro sviluppo in forme strutturate e predeterminate esclusivamente dal dna, che altro non è se non un codice chimico, appunto o, al limite, anche da influssi ambientali.

Ecco così che ciò che è materia, o si considera tale, non dovrebbe porre grossi vincoli o interrogativi etici, così come la brevettabilità delle possibili modifiche apportabili al dna di animali e, perchè no ? dell’uomo stesso.

Ne parla un articolo su Rinascita

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