Tomasz Trafny: intervento conferenza stampa 16 giugno 2011 Cellule Staminali

Conferenza Stampa, Città del Vaticano 16. 06. 2011

Rev. Tomasz Trafny, Officiale del Pontificio Consiglio della Cultura, Responsabile Dipartimento Scienza e Fede

Sicuramente molti si pongono tre domande: perché il Pontificio Consiglio della Cultura è coinvolto nell’iniziativa riguardante la ricerca sulle cellule staminali adulte. Perché ci sia una collaborazione con un’azienda biofarmaceutica NeoStem e quali sono i progetti legati a questa collaborazione.

 

La risposta alla prima domanda va ricercata nella missione del nostro dicastero, chiamato a dialogare con tutte le espressioni della cultura contemporanea, fortemente impregnata e plasmata dalla scienza. È risaputo che già da diverso tempo, il Pontificio Consiglio della Cultura si è impegnato nel promuovere un serio dialogo tra le scienze naturali e umane, specialmente la filosofia e la teologia, come p.es. Progetto STOQ. La scelta di indagare sulla ricerca riguardante le cellule staminali adulte è, quindi, una naturale conseguenza di un percorso intrapreso alcuni anni fa.

L’interesse, però, che abbiamo in questa particolare indagine è piuttosto circoscritto. Esso si prefigge a esplorare l’impatto culturale delle ricerche sulle cellule staminali adulte e della medicina rigenerativa a medio e lungo termine. Tutto ciò ha la sua origine nella duplice convinzione. La prima riguarda un semplice fatto che, secondo le previsioni, nei prossimi decenni,la medicina rigenerativa giocherà un importante ruolo non solo nell’affrontare il problema delle malattie degenerative, ma anche nel pensare alla stessa scienza medica, alle sue potenzialità e, ciò che è particolarmente interessante per noi, alla percezione dell’essere umano nel vasto contesto culturale soggetto ai forti cambiamenti. La seconda è stata idealmente espressa da Edmund D. Pellegrino, medico e filosofo della medicina, il quale vede la medicina come la più umanistica tra le scienze naturali e la più scientifica tra le scienze umane1. Abbiamo, quindi, un ambito di inevitabile incontro con una scienza particolare che influirà sul futuro della cultura. Da un lato, tra tutte le scienze, la medicina è la più vicina all’uomo (in effetti, “incontriamo” il medico ancora prima di nascere, per non menzionare quante volte le nostre strade si incrociano nel corso della vita). Dall’altro lato, la medicina odierna interagisce con tutte le dimensioni della cultura: sociale, legislativa, filosofico-teologica o economica (pensiamo alla maggiore longevità che ci pone alle importanti questioni di assistenza, pensionabilità e altre). Si tratta di una scienza munita di moltissimi sofisticati strumenti tecnologici che pone tante domande esistenziali che necessitano una maggiore riflessione e comprensione.

La risposta alla questione della nostra collaborazione con la NeoStem va ricercata in due orizzonti. Il primo riguarda la condivisione della stessa sensibilità verso i valori etici che vedono al suo centro la tutela della vita umana in ogni stadio del suo sviluppo. Il secondo riguarda l’interesse a indagare sull’impatto culturale che possono avere le scoperte scientifiche derivanti dalla ricerca sulle cellule staminali adulte e le loro applicazioni nel campo della medicina rigenerativa. Oggi non è affatto scontato che un’azienda biofarmaceutica abbia una forte sensibilità verso la tutela della vita nella sua totalità, avendo allo stesso tempo un interesse di indagine culturale. Per questo motivo abbiamo pensato di formalizzare una collaborazione e da più di un anno che stiamo tracciando possibili percorsi di sviluppo. Ovviamente la nostra collaborazione è aperta ad altre istituzioni, che condividano gli stessi valori.

Un primo momento significativo di questa collaborazione sarà la Conferenza Internazionale, sul tema Cellule staminali adulte: la scienza e il futuro dell’uomo e della cultura, la quale vede la collaborazione e sostegno di altri due dicasteri della Santa Sede, il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute) e la Pontificia Academia per la Vita. Ai Presidenti di questi due dicasteri S.E.R. Mons. Zimowski, S.E.R. Mons. Carrasco de Paula, e ai loro rappresentanti Monsignori Musivi Mpendawatu e Suaudeau, va la nostra gratitudine per la loro disponibilità, entusiasmo e competenza con cui hanno voluto sostenere questa iniziativa.

La conferenza stessa avrà un carattere divulgativo di alto profilo. Questo vuol dire che la indirizziamo a coloro che non hanno una vera e propria preparazione scientifica riguardante le scienze della vita o medicina. Vorremo presentare ai partecipanti lo stato dell’arte della ricerca sulle cellule staminali adulte, le applicazioni cliniche che in alcuni casi già portano notevoli benefici ai pazienti, nonché illustrare e discutere alcuni problemi e sfide che nascono nell’ampio orizzonte di interazioni tra la ricerca scientifica e cultura, e che potranno avere un significativo impatto sul futuro dell’uomo. Per questo motivo indirizziamo il nostro invito di partecipare a questa conferenza soprattutto ai vescovi, agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, ma anche ai ministri della salute dei paesi che vorranno essere partecipi a questa iniziativa, opinion leaders, media ecc. Speriamo, inoltre, che saranno presenti alcuni dei nostri sostenitori che condividono la stessa sensibilità verso la realtà dei valori etici e il desiderio di promuovere il dialogo tra scienza e religione.

Infine, per ciò che riguarda i possibili progetti, vorremo aiutare gli studenti delle Università Pontificie e istituzioni educative cattoliche a indagare sui temi legati al rapporto tra le scienze naturali e umane in un possibile quadro della ricerca interdisciplinare. Desideriamo anche poter raggiungere un ampio pubblico, specialmente i fedeli e i loro pastori e operatori pastorali a vari livelli che, talvolta si trovano in difficoltà a capire alcuni complessi problemi posti sia dalla scienza, sia dalla filosofia e teologia e che necessitano un’esposizione chiara e comprensibile per coloro che non hanno la preparazione scientifica, ma che desiderano avere non solo una corretta informazione su questi temi, ma anche la disponibilità dei possibili percorsi formativi come e-learning o brevi corsi da offrire in disposizione ai centri pastorali diocesani.

Vorrei concludere con una citazione della famosa lettera del Papa Giovanni Paolo II, indirizzata a Padre George Coyne. In essa il Santo Padre scrisse:

Col crescere del dialogo e della ricerca comune, ci sarà un progresso verso la mutua comprensione e una graduale scoperta di interessi comuni che forniranno le basi per ulteriori ricerche e discussioni. Sta al futuro stabilire in quale forma questo avverrà. Ciò che è importante, (…), è che il dialogo deve continuare e progredire in profondità e in ampiezza. In questo processo dobbiamo superare ogni tendenza regressiva che porti verso forme di riduzionismo unilaterale, di paura e di autoisolamento. Ciò che è assolutamente importante è che ciascuna disciplina continui ad arricchire, nutrire e provocare l’altra ad essere più pienamente ciò che deve essere e a contribuire alla nostra visione di ciò che siamo e di dove stiamo andando.

Noi crediamo in questa tipologia di dialogo e siamo aperti a esplorare i possibili percorsi di collaborazione con varie istituzioni, singoli scienziati e filantropi che vogliono contribuire a questa iniziativa, che speriamo potrà avere un impatto globale per una cultura del futuro impostata sui valori alti.

1 Cfr. Humanism and the Physician, University of Tennesse Press, Knoxville 1979, 117-129.

Tomasz Trafny

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