Solstizio e liturgia

Nel giorno in cui cade il solstizio d’estate, numerosi sono i richiami dei media a questo evento astronomico, e ai vari e certe volte pittoreschi effetti luminosi che il giorno mostra in tante chiese italiane. Mentre a Bari il rosone illumina il mosaico sul pavimento della Cattedrale, nel Duomo di Firenze astronomi sono all’opera intorno allo gnomone di Toscanelli, tuttora in funzione. A Bologna, in San Petronio e a Roma, in Santa Maria degli Angeli, le grandi meridiane richiamano le persone che vogliono vedere dove il Sole si ferma (il tropico); analoga opportunità viene offerta dal Duomo della tecnologica e industriale Milano.

 

Non è sicuramente una novità che nel medioevo e nell’antichità gli edifici siano stati progettati e costruiti orientandoli astronomicamente, e che a questo orientamento siano stati dati molteplici significati, di volta in volta esoterici, scientifici, di tipo religioso: “verrà a visitarci dall’alto un Sole che sorge” recita il cantico di Zaccaria (Gv 1, 78) tema della festa della natività di San Giovanni Battista, il 24 giugno.ù

L’astronomia ha sempre fatto parte del bagaglio culturale cristiano, e gli eterni cicli degli astri sono spesso entrati a far parte del quotidiano religioso, come nei giochi di luce del battistero di Parma, o nell’immagine dell’Annunziata illuminata dal Sole il 25 marzo nella chiesa di Santa Maria Novella, a Firenze.

Questi non sono che alcuni esempi di una prassi diffusissima, frutto di epoche in cui gli architetti erano anche astronomi, e meditavano e interpretavano le scritture proprio attraverso gli orientamenti e i giochi di luce dei loro progetti.

L’eredità degli Egizi, che mostravano i raggi del Sole ad illuminare l’immagine del Faraone nel suo compleanno … passò di mano in mano, fino ai nostri monaci che orientarono l’abbazia di Chiaravalle della Colomba…

Ogni edificio sacro porta in sé, nel suo orientamento, nella disposizione degli altari, delle opere artistiche, delle vetrate, delle statue, queste informazioni insite, elaborate ed espresse ad un livello di criptazione tale per cui oggi forse non è più facile riconoscerle, mentre è sicuramente più facile confonderle con elementi e tradizioni legati alla magia, all’occultismo e al paganesimo.

Così il Sole nei suoi quotidiani cerchi  intorno alla Terra, entra di quando in quando a far parte integrante della stessa liturgia nel tempio: dal rosone, da una finestra o da un foro stenopeico; il visitatore occasionale probabilmente non coglie questo elemento, questo messaggio, ma è chiaro ad esempio al monaco che prega ogni giorno in quella chiesa, e che contempla paziente il passare del tempo e delle stagioni, ognuna con il proprio linguaggio di luci e ombre che si allungano e si accorciano, di macchie di luce che inquadrano questo o quel dettaglio…

Costantino Sigismondi

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