Fede e ragione: una collaborazione necessaria

La dicotomia tra fede e ragione è solo apparente, e deve anzi essere superata per il bene dell’uomo e della società. Ne ha parlato Mons. Bruno Forte,  Arcivescovo di Chieti-Vasto, in un articolo su Il Sole 24 Ore del 26 giugno. Prendendo come riferimento il pensiero e l’attività pastorale di Papa Benedetto XVI, mons. Forte spiega come in essi sia possibile cogliere “specialmente i tratti dell’uomo totalmente «al servizio della parola di Dio che cerca e si procura ascolti tra le mille parole degli uomini» (come egli stesso ebbe a scrivere di sé alcuni anni fa nella Prefazione al volume di Aidan Nichols: Joseph Ratzinger)”.

Il Santo Padre si pone quindi come un intellettuale che “cerca e si procura ascolti”, e che “non ha nulla del presuntuoso possessore della verità che voglia imporla agli altri a colpi di clava: Ratzinger pone e accoglie domande vere e non offre mai risposte che non siano rigorosamente argomentate. Ne è prova tra tante il dialogo svoltosi nel gennaio 2004 a Monaco di Baviera fra lui e il filosofo Jürgen Habermas su I fondamenti morali prepolitici dello Stato liberale”.

La stesso lucido equilibrio Papa Benedetto XVI lo mostra nella sua concezione del rapporto tra fede e ragione: una visione “tutt’altro che ingenua: vi sono patologie della religione e vi sono patologie della ragione, come quelle che hanno portato alla violenza dei totalitarismi e all’uso di terribili armi di distruzione. Questo rilievo, però, non esime la fede dal dovere del dialogo con la ragione e Ratzinger non esita a dichiarare che esiste una «necessaria correlazione tra ragione e fede, ragione e religione, che sono chiamate alla reciproca purificazione e al mutuo risanamento, e che hanno bisogno l’una dell’altra e devono riconoscersi l’una con l’altra».

Così la fede non si traduce in un “sacrificio dell’intelligenza”, ma ne costituisce anzi “stimolo e alimento. La ragione che voglia dare ragione di quanto esiste, esercitata fino in fondo, si apre allo stupore davanti al mistero, dove abita l’Altro”, nel quale il credente riconosce la stessa presenza di Dio.

Link Il Sole 24 Ore

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