Intervista: La Sindone, tra fede e scienza

P. Rafael Pascual LCPubblichiamo l’intervista che P. Rafael Pascual LC, Decano della Facoltà di Filosofia, Direttore del Master in Scienza e Fede e Direttore dell’istituto Scienza e Fede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, ci ha cortesemente accordato, ai margini del convegno Encuentro de Dos Lienzos, il cui tema erano la Sindone e il Telo della Madonna di Guadalupe, e che si è svolto a Città del Messico nei giorni scorsi.

 

La scorsa settimana a Città del Messico si è svolto un convegno sulla Sindone e la Madonna di Guadalupe. Quali sono le ragioni e gli obiettivi del convegno, e in quali eventuali più ampi programmi di studio e ricerca è inserito ?

Il convegno è una continuazione di quello tenuto due anni fa a Roma, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Visti i buoni risultati di allora, e considerando che c’erano altri importanti aspetti da approfondire, abbiamo deciso di dare seguito ai lavori con un nuovo incontro, che fosse organizzato con le stesse modalità: ovvero un incontro tra esperti, ma stavolta a Città del Messico, luogo emblematico, perché sede del Santuario della Madonna di Guadalupe , che è il santuario più visitato al mondo [secondo la rivista Forbes; cfr http://www.diariodelviajero.com/cultura/los-20-destinos-religiosos-mas-visitados-del-mundo]. Concretamente, oltre a voler aggiornare il punto sullo stato dell’arte degli studi scientifici sulla Sindone e sull’immagine della Madonna di Guadalupe, abbiamo sviluppato il tema della prospettiva pastorale, con uno sguardo al passato, e tracciando nuove prospettive per il futuro.

Nel suo intervento al convegno lei ha parlato di Fede e Scienza nel telo della Madonna di Guadalupe e della Sindone. Può riepilogarci e spiegarci brevemente quali sono le analogie in questo senso delle due reliquie ?

Forse il primo aspetto da sottolineare è proprio quello che appare nella sua stessa domanda.

Si può parlare in questi due casi di “reliquie”, e in quale senso? Ovviamente è in gioco la questione dell’autenticità, e qui è chiamata in causa la scienza nelle sue diverse forme.

Ma dall’altra parte anche la teologia deve fare la sua parte, perché proprio il termine reliquia ha una connotazione teologica. Oltre al concetto di reliquia, bisognerebbe ricorrere al concetto di segno, sempre con un carattere teologico, come risulta particolarmente nel vangelo di Giovanni. La Sindone, oltre che reliquia (che fa riferimento ad un oggetto che sarebbe stato in rapporto diretto con Gesù, in questo caso), sarebbe un segno, e precisamente il segno della Pasqua, cioè la passione, la morte e la risurrezione di Gesù. Infatti nel vangelo di Giovanni si racconta come la mattina del giorno di Pasqua, alla notizia della scomparsa del corpo di Gesù, i due discepoli si recano di fretta al sepolcro. Si dice che Pietro “entrò nel sepolcro e vide le bende [ta othonia] per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte”. Ma l’altro discepolo, cioè lo stesso Giovanni, che entra nel sepolcro dopo di lui, “vide e credette”. E lui stesso spiega che “non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti”. Cioè, nel vedere i teli (che è come sarebbe da tradurre l’espressione greca usata nel vangelo di Giovanni, invece di “bende”) distesi per terra e il sudario come era stato lasciato nel momento della sepoltura (ricordiamo che Giovanni fu testimone di tutto ciò), capisce che il corpo non è stato trafugato, ma piuttosto è svanito (per usare una qualche espressione al riguardo). Quindi, per Giovanni la Sindone sarebbe un segno della risurrezione di Gesù.

D’altra parte, anche Guadalupe ha un valore di segno. Fa riferimento esplicito al segno di cui si parla in un altro scritto di Giovanni, cioè l’Apocalisse. Nel capitolo 12 si parla di un segno grandioso, che ha i caratteri che si riscontrano nella tilma di Juan Diego, il quale così la descrive: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”. Questa donna si dice che è incinta (come lo sarebbe la Madonna di Guadalupe). L’unica differenza risiede nelle stelle: invece di trovarsi come una corona sul capo in numero di dodici, si trovano sul manto in un numero superiore. Sicuramente Guadalupe è stato un segno per gli indigeni della “nuova Spagna”. Ne è prova l’aumento esponenziale delle conversioni avute sin dagli avvenimenti delle apparizioni, nel dicembre 1531, sulla collina del Tepeyac.

 

Quali sono le questioni, tra scienza e fede, tuttora aperte o forse anche poco comprese, inerenti la Sindone e la Madonna di Guadalupe ?

Sulla questione dell’autenticità e della storicità, di recente c’è stato un forte dibattito intorno ai fatti di Guadalupe, in concomitanza con il processo di beatificazione e canonizzazione di Juan Diego. Infatti si è arrivati a mettere in dubbio l’esistenza stessa di Juan Diego, canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002, in occasione della sua quinta visita pastorale in Messico. Ma gli studi recenti suscitati dagli stessi processi e dalla controversia hanno dato una risposta più che soddisfacente a favore della sua storicità, per cui oggi non è più ragionevole dubitarne.

Si sa dall’altra parte come il dibattito riguardo l’autenticità e la storicità della Sindone siano all’ordine del giorno. Questa è dunque un’altra analogia tra la Sindone e Guadalupe. Per non parlare della questione della formazione di ambedue le immagini, cosi dette acheropite, cioè non fatte da mano d’uomo, che continua ad essere inspiegabile dal punto di vista scientifico.

Complessivamente le questioni principali riguardano la storicità e autenticità, la formazione delle immagini, e nel caso di Guadalupe, la conservazione inspiegabile di un tessuto così fragile come la fibra di ayate di cui è composto.

 

Con il Master in Scienza e Fede e l’Istituto in Scienza e Fede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, da lei diretti, ha promosso un Diploma di specializzazione in Studi Sindonici; quali motivazioni, quali finalità e quali eventuali esigenze culturali sono alla base di tale programma di studi ?

Questo Diploma di Specializzazione, il primo del genere, intende offrire sia un quadro d’insieme degli studi sindonici, a 360 gradi, sia studi più monografici su diversi aspetti riguardanti la Sindone, come la storia, gli studi scientifici, la teologia, la pastorale e la spiritualità della Sindone. In questo modo si può venire incontro al desiderio di una formazione approfondita sulla questione sindonica, così come ci si prepara a confrontarsi con le diverse obiezioni che di tanto in tanto si sollevano di fronte ad essa.

Link Encuentro de Dos Lienzos

Leave a Reply