Michael Smith: il bosone di Higgs non può spiegare tutto

Individuare il bosone di Higgs, nonostante sia di grande importanza per spiegare le basi della materia, e l’origine e sviluppo del cosmo, non potrà portare a individuare anche quella particella di Dio, che teoricamente ci permetterebbe di comprendere come il Creatore abbia operato e operi nella realtà che ci circonda. Se mai, suscita ulteriori interrogativi sul rapporto tra Dio e l’universo; ne parla, in un articolo pubblicato nel mese di settembre su La Civiltà Cattolica, il Gesuita Michael Smith, docente presso il Glasgow St. Aloysius College; l’autore spiega come ciò non significhi però sfiducia nelle potenzialità della scienza e delle sue scoperte, o che sia impossibile arrivare a capire e spiegare in modo completo e coerente la realtà del Creato;  anzi, la nostra stessa fede ”dovrebbe permetterci di avere fiducia nelle leggi della scienza (e nella validita’ degli sforzi della scienza) per credere che possono essere parte integrante della creazione di Dio, piuttosto che qualcosa da spiegare separatamente o malgrado l’amore di Dio per la creazione”. Allo stesso tempo, quando la ragione e le discipline scientifiche non sono in grado di darci ancora spiegazioni sul mondo fisico, non dobbiamo uttilizzare la scorciatoia di ipotesi sovranaturali, nè permettere che “una lacuna percepita in una attuale conoscenza scientifica… lasci spazio a qualcosa di cui la scienza non e’ in grado di rendere conto, e che quindi puo’ essere spiegato soltanto con il ricorso a una fonte soprannaturale, vale a dire Dio”.

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