Quarant’anni di Pioneer 10

Era il 2 marzo del 1972 quando la NASA, l’agenzia spaziale americana, dalla base di Cape Canaveral, in Florida, lanciò la sonda automatizzata Pioneer 10, la prima nella storia dell’esplorazione spaziale ad essere progettata per una missione che l’avrebbe portata oltre il sistema solare. Un obiettivo raggiunto 11 anni dopo, quando lasciò l’orbita di Nettuno (allora ancora classificato come un pianeta) per poi arrivare a navigare nello spazio intergalattico. Un evento storico, sia per la scienza che per l’immaginario del grande pubblico, oltre che un ingente investimento economico, per ampliare i confini della conoscenza umana della nostra galassia e del cosmo.
La sonda ha al suo attivo molti primati: dall’attraversamento della più grande fascia di asteroidi del sistema solare, alle prime osservazioni dirette e fotografie di Giove, il 3 dicembre del 1973. Fino al momento in cui nel 1988 fu superata da Voyager, la nuova generazione di strumenti sviluppati dalla NASA, Pioneer restò lo strumento creato dall’uomo collocato più lontano dalla Terra. Dal suo lancio, la sonda ha continuato a trasmettere per oltre tre decenni, molto oltre i tempi previsti dagli ingegneri che l’avevano realizzata; l’ultimo segnale risale al 2003, emesso ad una distanza di circa 12 miliardi di chilometri dal nostro pianeta. Attualmente si sta muovendo, alla velocità di circa 12 chilometri al secondo, verso Aldebaran, o Alfa Tauri, una stella nella costellazione del Toro, distante oltre 65 anni luce.
Link ANSA

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