Sindone: i neutroni emessi da un terremoto possono aver formato l’immagine ?

Potrebbero essere stati i neutroni emessi da un terremoto ad aver formato l’immagine della Sindone. è questa l’ipotesi sostenuta, dopo alcuni studi teorici e sperimentali, da un gruppo di scienziati del Politecnico di Torino, guidati dal professor Alberto Carpinteri.
Durante un terremoto, le elevate pressioni a cui sono sottoposte le porzioni della crosta terrestre soggette al fenomeno sismico, danno luogo ad emissioni di onde di elevata frequenza, e ad emissioni di neutroni. Questi, in un evento che, coerentemente del resto con quanto indicato nel Vangelo, si sarebbe verificato a Gerusalemme, potrebbero aver interagito con gli atomi di azoto presenti nelle fibre del tessuto, generando così reazioni chimiche che potrebbero perciò aver avere impresso una immagine nei punti in cui cui il lenzuolo era a contatto con il corpo.
Allo stesso tempo, i neutroni avrebbero alterato e innalzato i livelli di radiocarbonio del tessuto, determinando così una inevitabile falsa datazione, quando gli studiosi nel 1980 hanno effettuato le analisi al carbonio 14, ottenendo risultati che teoricamente collocavano la Sindone in un periodo tra il 1260 e il 1390 dopo Cristo, anziché intorno al 30 d.C..
Conseguentemente, questa la conclusione avanzata, da allora in poi, da diversi specialisti, ci saremmo trovati di fronte ad un reperto di epoca medioevale; indubbiamente quindi un manufatto, se non una voluta contraffazione, sulle cui possibili tecniche, ragioni e autori, sono state avanzate in questi decenni innumerevoli ipotesi: da un qualche sconosciuto artista, fino al presunto coinvolgimento del grande Leonardo Da Vinci, che con abili tecniche pittoriche, se non utilizzando un cadavere con ferite (sulla cui origine non è questa la sede per ipotizzare) coerenti con una crocifissione, avrebbe riprodotto il lenzuolo funebre di Gesù. 
Lo studio di Carpinteri e dei suoi colleghi va invece contro tali ipotesi, ricollocando il Sacro Telo in un periodo compatibile con il 30 d.C circa  
Del resto, perplessità sulle metodologie utilizzate nel 1980, non efficaci e precise come oggi, o anche su possibili contaminazioni e alterazioni del radiocarbonio dovute ad esempio agli incendi in cui la Sindone è stata coinvolta in due millenni, sono state già precedentemente avanzate da numerosi studiosi di fama, tra cui ad esempio anche il professor Christopher Ramsey, direttore dell’Oxford Radiocarbon Accelerator Unit; lo scienziato ha espresso però perplessità anche sulla ipotesi-terremoto, in particolare sul fatto che le alterazioni ipotizzate dagli studiosi del Politecnico, non siano riscontrabili in altri reperti o nelle formazioni geologiche della zona di Gerusalemme.
Avrebbe dovuto quindi trattarsi di un evento eccezionale, per di più localizzato in un’area molto ristretta. 
Sicuramente, il confronto sulla possibile origine della Sindone, e conseguentemente sulla sua effettiva realtà, continua, e non siamo ancora di fronte ad ipotesi scientifiche risolutive, che ne affermino definitivamente l‘autenticità o che possano smentirla.

Link LiveScience

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