Cheops, insieme a Plato per trovare studiare gli esopianeti

Si chiama CHEOPS, CHaracterizing ExOPlanets Satellite, la missione che l’ESA – Agenzia Spaziale Europea ha ufficialmente approvato il 19 ottobre scorso, e che affiancherà il satellite PLATO (cfr. SRM) nello studio degli esopianeti, ovvero i pianeti di sistemi solari esterni al nostro.
Un progetto internazionale di classe S, che con l’INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica, e l’ASI – Agenzia Spaziale Italiana, vede collaborare scientificamente e tecnicamente anche l’Italia. Per il nostro paese una opportunità importante come ha sottolineato Giampaolo Piotto, dell’Università di Padova, che insieme ad altri scienziati ha proposto la missione: “la partecipazione italiana a CHEOPS pone definitivamente la nostra comunità al massimo livello internazionale in un settore di ricerca giovane, ma di alto impatto scientifico e  di grande interesse per il pubblico”.
Tra gli obiettivi, lo studio strutturale dei pianeti orbitanti attorno a soli di altri sistemi, e che, confrontati col nostro pianeta, corrispondano ad alcuni specifici parametri, come ad esempio: diametro dal 100 al 600%, massa fino al 2000%.
Definito dalla stesse agenzie che lo stanno sviluppando come particolarmente innovativo, anche per le ridotte dimensioni del satellite che verrà lanciato nel 2017, e collocato in orbita geostazionaria, come ha spiegato Barbara Negri, responsabile dell’Unità Esplorazione e Osservazione dell’Universo dell’ASI, è stato scelto “tra le 26 proposte a ESA dalla comunità scientifica europea, per il suo interesse scientifico e per la sua fattibilità in soli cinque anni”.
Link ASI

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