DarkSide-50: cercando la materia oscura

Si chiama DarkSide-50 l’esperimento internazionale ad elevata tecnologia progettato per la ricerca sulla materia oscura dell’universo, a cui collaborano centri di ricerca e gruppi di scienziati da vari paesi, tra cui Stati Uniti, Italia, Cina, Francia, Russia, Ucraina, Polonia.
Sostenuto dalla dalla National Science Foundation – NSF e dal Department of Energy – DOE statunitensi, e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – INFN italiano, è un progetto altamente innovativo basato sull’utilizzo del gas Argon, reso liquido dalle elevate pressioni e stabilizzato ad una temperatura di -189° C.
L’esperimento ha una struttura concentrica: il gas, che costituisce il bersaglio per  le WIMP – Weakly Interacting Massive Particle, le particelle di materia oscura teorizzate dalla attuale fisica, si trova all’interno di un contenitore, attorno al quale se ne trovano altri due, contenenti scintillatore liquido e acqua. Mentre il gas è il centro dell’esperimento, scientifico oltre che fisico, infatti le eventuali interazioni delle WIMP con l’argon vengono individuate da un rilevatore, gli altri due liquidi sono utilizzati per la gestione e analisi dei segnali di fondo, ovvero le particelle che pur arrivando a Dark-Side non sono rilevanti per la ricerca; l’acqua le filtra e le riduce; lo scintillatore permette di identificarle e tracciarle.
Le prime analisi realizzate dell’esperimento sono state presentate la scorsa settimana nella conferenza Dark Matter 2014, svoltasi all’università della California UCLA dal 26 al 28 febbraio.
Gioacchino Ranucci, ricercatore dell’INFN di Milano ha spiegato: “questa prima fase di raccolta dati ci sta dando delle grandi soddisfazioni, l’esperimento funziona davvero bene, possiamo dire addirittura meglio di quanto ci aspettassimo. I dati presentati alla conferenza scaturiscono dal primo periodo di funzionamento dell’apparato avviato nello scorso mese di novembre, ed è assolutamente rimarchevole che, in un così breve lasso di tempo, sia stato possibile non solo effettuare la messa in opera del rivelatore, ma già produrre risultati di grande implicazione tecnologica, che sottolineano in maniera univoca come l’Argon sia una scelta ottimale per le successive fasi di ricerca della materia oscura”.
Link INFN-LNGS

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