Errori e bugie della ricerca scientifica

La scienza, contrariamente a quanto pensano alcuni, non procede linearmente, scoprendo una certezza dopo l’altra, ma correggendo progressivamente gli errori di uno scienziato con le scoperte di un altro, o sostituendo ad una teoria illusoria o errata una corretta, o comunque più consistente e coerente con la realtà del mondo che ci circonda.
Ne parla una mostra dal titolo Balle di Scienza, storie di errori prima e dopo Galileo, organizzata dall’Istituto di Fisica Nucleare, la Scuola Normale, l’Università di Pisa, e Palazzo Blu, luogo dove è stata allestita fino al 29 giugno 2014.
Curata dal fisico fisico Franco Cervelli, docente e ricercatore dell’università di Pisa, la rassegna vuole mostrare il modo in cui il progresso scientifico avanza realmente, tra sbagli e colpi di genio, spesso pure attraverso scontri dialettici tra scienziati che lavorano separatamente alle stesse idee, come pure tra i componenti di uno stesso gruppo di ricerca.
Così possiamo trovare non solo gli errori e le scoperte, a partire dal cannocchiale, di Galileo Galilei, padre del moderno metodo scientifico, ma anche le accese dinamiche tra i fisici Enrico Fermi e Bruno Pontecorvo, entrambi ricercatori del famoso Regio Istituto di Fisica dell’Università di Roma che aveva sede a via Panisperna.

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