Gerberto, scienziato e Papa

Una delle più emblematiche figure del possibile equilibrio tra fede e scienza è stato sicuramente, Gerberto d’Aurillac: vissuto nel Medioevo, nato in Alvernia intorno al 938 e morto il il 12 maggio del 1003. Oltre ad essere un sacerdote fu un astronomo, logico, matematico: in tali ambiti realizzò numerosi studi innovativi, e portò in europa le conoscenze del mondo arabo; fu inoltre studioso e teorico della musica. Nel 999, con il nome di Silvestro II, divenne il centotrentanovesimo Pontefice della Chiesa Cattolica, e il primo di nazionalità francese.

Di questo importante personaggio nella storia della Chiesa, oltre che della cultura e della scienza europee, si è parlato all’Università La Sapienza di Roma lunedì 12 maggio 2014, nel convegno Gerbertus doctor scientiarum.

Tra gli interventi programmati, quello del professor Costantino Sigismondi, ICRANet/Sapienza e UFRJ/Observatório Nacional, promotore e organizzatore dell’evento, su Le stelle di Gerberto e le nane brune: l’astronomia nei due cambi di millennio. Il relatore ha parlato dello stato degli studi astronomici e dei cieli osservabili alla fine del decimo e del ventesimo secolo. L’intervento di Paolo Centofanti, Direttore SRM, su Silvestro II e la comunicazione, dal titolo Comunicare Gerberto. Marek Otisk, Ostrava and Academy of Sciences Institute of Philosophy, Praga, dal titolo Why many commentaries on Boethius’s Introduction to Arithmetic II, 1 appeared at the end of the 10th century? Paolo Colona su Petrarca e l’Astronomia. La relazione di Francesco Bertola, dell’Accademia dei Lincei, su Tubi astronomici nelle miniature medievali e l’eredita’ di Gerberto. Ciro Serpico, MIUR, su Matematica, Cenerentola OCSE. La relazione di Laura C. Paladino, UER, in un excursus storico Da Costantino a Gerberto. Giovanni Bernardini, MIUR, su Precisione e scuola secondaria. Flavio G. Nuvolone, Friburgo, su Gerberto, l’elogio di Boezio ed i divisori dei numeri. Le relazioni congiunte di Alessandro Scimia e Irene Sigismondi, dell’Università La Sapienza,
 su Gerberto e le fonti del diritto.

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