Siamo pronti al contatto con gli extraterrestri ?

Siamo pronti ad incontrare una forma di vita intelligente extraterrestre ? In base ad uno studio realizzato dal professor Gabriel G. de la Torre, neuropsicologo dell’Università di Cadice, in Spagna, e pubblicato sulla rivista Acta Astonautica, sembrerebbe proprio di no.

L’autore della ricerca, è partito dal fatto che il SETI – Search for Extraterrestrial Intelligence, e altri progetti di ricerca, oltre a cercare segnali da altri pianeti, si stanno preparando ad inviarne per comunicare la nostra esistenza e la nostra posizione nello spazio, aumentando quindi decisamente le possibilità, dopo l’invio delle sonde Voyager, che una civiltà aliena possa scoprirci e decidere di entrare in contatto con noi, se non di sbarcare ufficialmente sul nostro pianeta.

Dal momento pure che l’università di Cadice partecipa a progetti come Mars 500, e a ricerche di psicologia spaziale sostenuta dall’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, si è posto il problema se veramente sia opportuna una tale ipotesi e soprattutto trovi il sostegno dei cittadini. Per cercare quindi di capire quanto potremmo effettivamente essere psicologicamente e culturalmente preparati ad una tale eventualità, ha coinvolto in un sondaggio, inviando loro un questionario, 116 studenti universitari spagnoli, italiani e di altri paesi dell’Unione Europea. Tra le questioni indagate, alcune più connesse alla scienza, come la conoscenza dell’astronomia, la percezione e le idee che i giovani avevano dell’universo e del mondo fisico, e altre più di tipo filosofico o religioso, come l’eventuale fede in un Dio creatore, o al contrario l’ateismo o l’agnosticismo. I risultati, anche se ovviamente non definitivi, né derivanti da una campione tale da essere sufficientemente rappresentativo di tutta la popolazione europea, ad esempio, sarebbero scoraggianti: la maggior parte degli intervistati non sarebbe pronta per un contatto con gli alieni.

Link Università di Cadice immagine: cortesia NASA, Goddard Space Flight Center

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