Siamo liberi di scegliere e decidere e la scienza non può negarlo

free why science hasnt disproved free willL’esistenza del libero arbitrio, insieme alla coscienza, è da sempre considerata una delle caratteristiche intrinseche e specifiche dell’essere umano: ciò che lo distingue dalla materia e dagli animali, e che lo rende una persona capace di valutare, decidere, scegliere liberamente come e quando agire. La libertà di pensiero, scelta, azione, è però sempre più spesso messa in discussione da una corrente materialista e razionalista di scienziati, filosofi, psicologi e altri studiosi, caratterizzati da approcci di tipo riduzionista.

Nelle loro loro visioni scientifiche e intellettuali, vorrebbero ricondurre la mente e la coscienza ad un mero prodotto, per quanto complicato, di connessioni neuronali e reazioni biochimiche: reazioni per di più determinate esclusivamente da caratteristiche genetiche, scritte nel nostro dna; oppure epigenetiche, frutto dell’ambiente in cui nasciamo, cresciamo, viviamo. In una tale visione, non saremmo liberi di autodeterminarci, e diventeremmo poco più che grumi di materia animata, una sorta di robot biologici pre-programmati.

Ma la scienza è veramente capace di negarci tale libertà, dimostrandocene scientificamente l’illusorietà ? Niente affatto, come spiega ad esempio un recente libro del filosofo Alfred Remen Mele: Free: Why Science Hasn’t Disproved Free Will – Liberi: perché la scienza non ha confutato il libero arbitrioISBN 0199371628. Nel volume, pubblicato nel settembre 2014 dalla Oxford University Press, integrando tra loro filosofia, psicologia e neuroscienze, Mele analizza concetti fondamentali come quelli di anima, coscienza e libero arbitrio, e si chiede esattamente in cosa consistano e come interagiscano tra di loro.

Allo stesso tempo, partendo dalla constatazione che diversi neuroscienziati teorizzano “che le nostre decisioni sono prese inconsciamente e sono quindi al di fuori del nostro controllo” e che anche diversi “psicologi sociali sostengono che una miriade di fattori impercettibili influenza anche le nostre decisioni minori”, fino al punto da non lasciare spazio al libero arbitrio, Mele mostra invece i numerosi dubbi e incongruenze, che scaturiscono sia nel considerare in modo logico e razionale tali teorie, sia analizzando gli stessi numerosi esperimenti e studi realizzati da diversi studiosi con l’obiettivo di dimostrare tali ipotesi riduzioniste.

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