In memoria di Giorgio Israel

giorgio israelNella notte tra giovedì 24 e venerdì 25 settembre è morto a Roma un acuto intellettuale, Giorgio Israel, storico della scienza, matematico, docente, membro della Académie Internationale d’Histoire des Science. Questo articolo vuole essere un ideale saluto a Giorgio, che come uomo e come studioso ha speso la propria esistenza per insegnare la matematica, divulgare la scienza, combattere per la definizione di un corretto rapporto tra fede e scienze, troppo spesso oggetto di polemiche infondate, di posizioni strumentali, di disinformazione.

Combattere può sembrare una parola esagerata, ma considerando quanto siano state scomode per Israel, come docente universitario, come editorialista e come scrittore, alcune sue prese di posizione su casi emblematici, non vedevo altra espressione che non fosse riduttiva.

Un esempio su tutti, il suo intervento a favore di Papa Benedetto XVI e della sua programmata visita ufficiale all’Università di Roma La Sapienza, nel gennaio del 2008. Visita che era stata osteggiata prima da un gruppo di circa sessanta docenti, firmatari di una lettera di protesta, all’allora Rettore Marcello Cini, che lo aveva invitato. Poi da un movimento politico strumentale, che più che sostenitori in ambito accademico e sociale, aveva ricevuto una grande eco mediatica.

Israel aveva stigmatizzato tale protesta, sottolineandone il peso sull’immagine e la credibilità della Sapienza, e aveva riaffermato sull’Osservatore Romano il senso e l’opportunità della visita di Papa Benedetto. Una affermazione che aveva ancora più peso, essendo lui stesso docente ordinario di Matematiche complementari, oltre che per il suo spessore intellettuale e per le sue origini ebraiche.

Un atto che, come lui stesso aveva dichiarato sull’Osservatore Romano e mi aveva poi confermato in un colloquio telefonico e in una intervista pubblicata su SRM, gli aveva procurato numerosi attacchi politici, e l’ostilità intellettuale di una parte dell’ateneo romano e del mondo accademico e culturale. Ma pensava fosse giusto e doveroso farlo, e che la verità fosse più importante delle critiche.

Per ricordarlo, domani ripubblicheremo proprio l’intervista che ci ha rilasciato nel 2008 sul caso della Sapienza, e segnaliamo brevemente l’ultimo degli oltre trenta libri da lui scritti: La matematica e la realtà. Capire il mondo con i numeri, un testo divulgativo pubblicato da Carocci Editore nel giugno del 2015. Su questo volume pubblicheremo a breve una recensione.

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