Gran Sasso: l’esperimento Luna ci spiega come si evolverà il Sole

infn lngs lunaCapire come si modificano le stelle quando diventano giganti rosse, e come in futuro cambierà in tal modo anche il nostro sole. Questo è parte di ciò che ci sta spiegando il LUNA – Laboratory for Underground Nuclear Astrophysics, un acceleratore lineare di piccole dimensioni installato dall’INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, nella struttura dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso – LNGS., nell’ambito di un progetto internazionale.

La ricerca, a cui prendono parte circa 50 scienziati italiani, scozzesi, tedeschi e ungheresi, è realizzata dall’INFN in collaborazione con Helmholtz Zentrum di Dresden – Rossendorf, Germania; School of Physics and Astronomy, dell’Università di Edimburgo, Gran Bretagna; MTA-ATOMKI, Ungheria. Come ha spiegato Paolo Prati, spokesperson dell’esperimento, è stata ottenuta “un’importante tessera del puzzle cosmico sull’origine degli elementi che l’esperimento studia da 25 anni. Le stelle producono energia e nel contempo assemblano gli atomi tramite una complessa rete di reazioni nucleari. Pochissime tra queste reazioni sono state studiate nelle condizioni in cui avvengono all’interno delle stelle, e tra questi pochi risultati molti sono quelli ottenuti con questo acceleratore”.

Il comunicato ufficiale spiega anche che lo studio, pubblicato su Physical Review Letters, ha permesso di osservare “una rara reazione nucleare che avviene nelle stelle giganti rosse, un tipo di stelle in cui evolverà anche il nostro Sole. Si tratta della prima osservazione diretta del processo di produzione del sodio all’interno di queste stelle, una delle reazioni nucleari fondamentali per la costruzione degli elementi che costituiscono l’universo.”

Una osservazione possibile anche grazie al fatto che LUNA, unico acceleratore al mondo all’interno di un laboratorio sotterraneo, è protetto dalle rocce del Monte Gran Sasso, che schermano i raggi cosmici. L’esperimento, spiega ancora il comunicato, “ricrea le energie delle reazioni nucleari, riportando, con il suo acceleratore, l’orologio indietro nel tempo fino a cento milioni di anni dopo il big bang, quando si formavano le prime stelle e si innescavano quei processi che hanno dato origine a misteri che non abbiamo ancora completamente compreso come ad esempio l’enorme variabilità nella quantità degli elementi presenti nell’universo.”

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