In Gran Bretagna possibile modificare geneticamente gli embrioni

embrione fecondazione assistitaNel Regno Unito l’Autorità per la fertilità umana e l’embriologia – Hfea, The Human Fertilisation and Embryology Authority, ha autorizzato il Francis Crick Institute di Londra ad effettuare da questa prossima estate ricerche sperimentali che prevedano di intervenire sul patrimonio genetico di embrioni umani. Una scelta molto discussa da più parti, e che anche se non sarà possibile impiantare in utero tali embrioni, per poi dare origine a gravidanze, scatena molti interrogativi etici e scientifici.

Se infatti l’obiettivo di questi studi è teoricamente positivo, ad esempio capire e prevenire le cause di aborti spontanei, le questioni bioetiche sollevate, in primis la manipolazione genetica di esseri umani, pongono dubbi e limiti che non possono essere superati solamente in nome dei potenziali vantaggi medici e per la salute derivanti tali sperimentazioni.

Come segnalato dalla BBC, a chiedere tale autorizzazione è stata Kathy Niakan, una studiosa di infertilità al Francis Crick Institute. “La ragione per cui questo obiettivo è così importante – ha dichiarato infatti la Niakan – è legata al fatto che aborti spontanei e infertilità sono estremamente comuni, ma non ben compresi”. Inizialmente saranno utilizzati per la sperimentazione circa 20-30 embrioni.

Ma gli obiettivi terapeutici, possono giustificare la manipolazione genetica ? La questione non è solamente formale o di principio, né coinvolge solochi pensa che l’embrione sia già un individuo umano in fase di sviluppo, anziché un semplice grumo di cellule: intervenire sui geni umani, modificandoli, vuol dire infatti superare un confine oltre il quale, potenzialmente, sarebbe in futuro possibile apportare interventi anche più pesanti, e non solamente destinati a prevenire patologie o problemi di non fertilità.

Definendo un precedente del genere, diventerebbero infatti ammissibili future manipolazioni molto più ampie, e volendo finalizzate pure a scopi di eugenetica, o comunque di selezione di determinate caratteristiche fisiche o psichiche in futuri neonati, quando non al semplice capriccio di ottenere nei futuri nati determinate caratteristiche estetiche preferite. Una situazione apparentemente paradossale considerando le attuali dinamiche sociali, in un mondo in cui da più parti sono oggetto di feroci critiche anche le sperimentazioni su animali di farmaci o terapie, per poi applicarli su esseri umani.

Ma paradossale, nella scienza, nella “cultura” main stream e sulla scena mediatica, social network in primis, non coincide con ingiustificato o inaccettabile: basterebbe anzi considerare come oggi molti di coloro che difendono a spada tratta i diritti degli animali, reali o esagerati che siano, considerino ad esempio allo stesso tempo l’aborto un accettabile metodo di autodeterminazione femminile, se non di controllo delle nascite. In una tale incongruenza sociale, che perde di vista i reali valori scambiando fantasia con realtà, e egoismo con progresso e valori umani o sociali, non deve sorprenderci che ci sia già chi considera la manipolazione genetica su embrioni umani accettabile a qualsiasi condizione o quasi, mentre magari rifiuta le sperimentazioni scientifiche a fini terapeutici su animali.

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