Per l’astronauta Jeffrey Williams non c’è conflitto tra fede e scienza

Jeffrey Williams ESA

Uno degli astronauti più attivi e importanti della NASA, l’agenzia spaziale americana, ci ha ricordato che religione e ricerca scientifica non sono in disaccordo, e che non c’è alcuna incoerenza tra l’essere scienziato e vivere il proprio credo, anche quando si fa ricerca spaziale e si lavora per istituzioni scientifiche che, come la NASA, sono spesso viste da alcuni a torto come assolutamente positiviste e laiche, se non antitetiche a qualsiasi forma di spiritualità.

Di religione cristiana, Williams aveva infatti affermato in una intervista che molti cristiani lavorano nella NASA come in altre organizzazioni governative o scientifiche, e che il lavoro che svolge o ha svolto nella propria carriera militare, o con la NASA, è sempre “stato perfettamente compatibile con le Sacre Scritture”, e con la sua fede cristiana.

L’astronauta ha anche spiegato di non vedere “un conflitto tra la vera scienza, la scienza autentica, basata sull’integrità, e la Bibbia” e che quando tali conflitti si verificano, non sono veri conflitti tra fede e scienza, ma sono basati su dei preconcetti. Nato il 18 gennaio del 1958 nel Wisconsin, Jeffrey Williams in questi giorni sta per stabilire un record. Diventerà infatti l’astronauta americano con il più lungo periodo di permanenza nello spazio: complessivamente 534 giorni, più del precedente detentore del record, Scott Kelly.

Fonte: Christian News; Immagine: cortesia ESA – European Spacial Agency


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