La morte non esiste: lo dicono la fede e la scienza

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La fisica quantistica e la biologia quantistica possono aiutarci a capire questioni a cui le scienze classiche finora non hanno saputo dare risposte concrete o definitive: come ha avuto origine l’universo, come si è sviluppata la vita, e come sulla Terra è apparso l’uomo. Oppure perché il mondo in cui viviamo non solo consente l’esistenza degli esseri umani, ma appare progettato appositamente per loro.

O la domanda più importante e angosciante per noi esseri umani: davvero c’è vita dopo la morte, oppure la morte biologica significa la fine di tutto ? Domande a cui ha sempre offerto risposte la religione, ma che, leggendo il recente libro di Robert Lanza e Robert Berman, potrebbero essere interpretabili anche alla luce delle nuove frontiere della fisica e della biologia quantistiche.

Con il titolo Biocentrismo. L’universo, la coscienza. La nuova teoria del tutto, il volume è stato pubblicato nella versione italiana da Il Saggiatore nel giugno del 2015, ISBN 9788842820697. Nel libro gli autori spiegano come per la teoria del biocentrismo, e della coscienza quantistica, la morte non sia reale, ma sia solo una illusione. Perché è la nostra coscienza è eterna, e non muore con la morte del nostro corpo.

Idee che sono apparentemente vicine anche ad alcune mode contemporanee della New Age, ma da cui si distaccano nettamente, proprio per le basi scientifiche e per la rigorosità scientifica della riflessione teorica. Lanza è considerato uno degli scienziati più importanti al mondo, e la maggiore autorità nel campo delle cellule staminali; è autore anche di discusse sperimentazioni su clonazione animale e umana; insegna alla Wake Forest School of Medicine, nel North Carolina, Stati Uniti. Berman è un astronomo di formazione, ma si occupa anche di divulgazione scientifica; è professore di astronomia al Marymount Manhattan College.

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