Albert Einstein: ecco come ci ha fatto capire l’universo

albert einstein il costruttore di universiLa storia dell’uomo che, con le sue idee ha cambiato la fisica e il nostro modo di vedere il tempo e il mondo in cui viviamo. Scritto dal chimico Vincenzo Barone, questo volume divulgativo racconta “A cento anni dalla scoperta dalla teoria della relatività”, racconta “Albert Einstein, figura grandiosa e complessa di scienziato – umanista, il cui sguardo acuto spaziò dalle profondità della materia all’universo infinito”.

Nato ad Ancona l’8 novembre del 1952, Barone si è qui laureato in Chimica nel 1976, per poi perfezionare i propri studi tra Marsiglia, Parigi, Montréal, Berkeley. Docente prima all’Università di Napoli Federico II, dal 2008 è professore di chimica teorica e computazionale alla Scuola Normale Superiore di Pisa; è stato presidente della Società chimica italiana dal 2011 al 2013.

Con il titolo Albert Einstein. Il costruttore di universi, ISBN 9788858123379, il libro è stato pubblicato in questa prima parte del 2016, in coincidenza con il centesimo anniversario della pubblicazione, nel 1916, della teoria della relatività generale, sulla rivista scientifica Annalen der Physik – Annali di Fisica, vedi SRM. Il filosofo della scienza Giulio Giorello lo ha definito “La più avvincente introduzione alla vita e alle idee di un genio insofferente di ogni ortodossia”.

Uno scienziato simbolo e interprete del ventesimo secolo, allo stesso tempo, per il proprio impegno scientifico per il “progresso della scienza” e di quello sociale, nella “battaglia contro i totalitarismi e per i diritti civili”. Significativo in tal senso un paragrafo del volume, dove si racconta che “nel 1921 la figlia del matematico Federigo Enriques, Adriana, andò ad accogliere Einstein alla stazione di Bologna. Non conoscendone l’aspetto, cercò di individuarlo tra i viaggiatori di prima e di seconda classe. Quando, da un vagone di terza classe, vide scendere un signore imponente, con un cappello da artista a larghe falde e i capelli che ricadevano sulle orecchie, non ebbe dubbi. «Era lui, non poteva che essere lui. L’impronta del genio era scritta sulla sua fronte»”.

Leave a Reply