La questione della cosiddetta fecondazione assistita

fecondazione assistitaUn incontro all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, promosso dal Master in Scienza e Fede, per capire meglio quali siano tecnologie e procedure dietro le tecniche per la procreazione medicalmente assistita, o PMA; quale siano le possibili implicazioni dal punto di vista medico, etico e bioetico; quale sia il punto di vista del Magistero della Chiesa Cattolica.

Dal punto di vista medico – biologico, le tecniche di PMA sono definite in due macro categorie o livelli: un 1 livello più simile alla procreazione naturale, che prevede la manipolazione dei gameti, e la fecondazione all’interno del corpo della donna.

Il 2 livello, più complesso, prevede invece una manipolazione più profonda dei gameti maschili e femminili, che viene effettuata quasi sempre esternamente all’utero, o in vitro. Successivamente gli embrioni vengono impiantati nell’utero stesso. Il conosciuto acronimo Fivet sta appunto ad indicare la Fecondazione in Vitro e Embrio – Transfer. Questa tecnica è stata sperimentata per la prima volta nel 1978.

Le questioni etiche connesse a queste pratiche sono molto complesse, e si complicano ulteriormente ad esempio, già nel 1 livello, quando i gameti non appartengono ad entrambi i genitori, coinvolgendo quindi uno o più donatori. Una pratica frequente nella Fivet, dove inoltre vengono impiantati più embrioni, in modo da aumentare le probabilità che la gravidanza vada a buon fine; ma la gravidanza verrà quasi sempre portata e compimento solo con uno degli embrioni stessi. Altra delicata questione è ad esempio pure il destino degli embrioni soprannumerari, ovvero non necessari al concepimento.

Relatrice della conferenza sarà la dottoressa Giorgia Brambilla, docente per il Master in Scienza e Fede e professore aggregato della facoltà di Bioetica dell’Ateneo. Con il titolo La questione della cosiddetta “fecondazione assistita”, l’evento è organizzato nell’ambito del modulo Biotecnologie e questioni bioetiche. L’appuntamento è a Roma, martedì 24 maggio 2016, dalle 17.10 alle 18.40 nell’Aula magna dell’università in via degli Aldobrandeschi, 190

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