Come democratici e repubblicani vedono la fede e la chiesa

A differenti posizioni politiche corrispondono differenti visioni della società civile e delle realtà sociali, educative, culturali e istituzionali che vi operano, del loro peso sociale e culturale, e del modo in cui contribuiscono a definire opinioni, cultura, orientamenti e comportamenti dei suoi cittadini. Visioni che naturalmente si differenziano, e spesso si contrappongono, anche per quanto concerne le istituzioni religiose, a prescindere anche dalla fede professata da ciascuno.

Opinioni contrapposte, che possono a volte anche essere non in linea con quelle del proprio elettorato, e che troviamo a maggior ragione quando si parla di scienza, e si decide ad esempio di schierarsi a favore della libertà di ricerca, o di porle invece giustamente dei limiti per ragioni etiche. Oppure, – come accade in questi giorni per il caso del piccolo Charlie Gard, la cui vicenda speriamo si risolva in modo positivo per lui e per i suoi genitori – nella medicina e nelle decisioni sulle cure e la salute dei cittadini.

Riflettendosi spesso su questioni complesse e controverse come l’opportunità di determinate terapie, quando sia o meno accanimento terapeutico, per non parlare di tentazioni di eutanasia invece della difesa della vita. Questioni delicate, appunto, affrontate negli Stati Uniti da un recente studio del Pew Research Center, realizzato tra l’8 e il 18 giugno scorsi su di un campione di 2.504 adulti. La ricerca è stato pubblicata il 10 luglio 2017 in un articolo dal titolo Sharp Partisan Divisions in Views of National Institutions.

I ricercatori hanno studiato il modo in cui democratici e repubblicani oggi valutano differentemente le maggiori istituzioni del paese. Confrontando anche tali opinioni, per ciascuno dei due gruppi analizzati, con quelle prevalenti per gli stessi gruppi nello scorso anno. “I repubblicani e i democratici – si legge infatti nell’articolo – offrono valutazioni estremamente diverse sull’impatto di alcune delle istituzioni principali della nazione – inclusi i mezzi di comunicazione, i college e le università, le chiese e le organizzazioni religiose – e in alcuni casi, il divario tra questi punti di vista è notevolmente più ampio di quanto fosse appena un anno fa”.

Così scopriamo ad esempio che solo il 50 per cento dei democratici vede positivamente le chiese e le istituzioni religiose, mentre tale percentuale aumenta al 73 per cento per i repubblicani. La situazione si inverte quando si parla invece delle istituzioni scolastiche e accademiche: danno un contributo positivo alla società per il 72 per cento dei democratici, con una percentuale equivalente al 2016. I repubblicani nel 2017 la pensano invece in modo opposto, valutandole negativamente scuole e università al 58 per cento.

Peggiorando persino le proprie valutazioni, rispetto al 45 per cento di opinioni negative dell’anno scorso. Visioni che però come dicevamo, non rispondono totalmente a quelle dei cittadini: per la maggioranza degli americani, infatti, il 59 per cento, chiese e istituzioni religiose hanno un influsso positivo sulla società. Analoga valutazione da parte degli elettori anche per le scuole e le università, che per il 55 per cento dei cittadini statunitensi contribuiscono positivamente al modo in cui sta evolvendo la situazione sociale, politica e economica americana.

I repubblicani si avvicinano invece alle visioni dei propri potenziali elettori quando si parla di mezzi di comunicazione. Il 63 per cento degli americani pensa infatti che i media abbiano una influenza negativa sulla società, contro solo il 28 per cento che pensa che tale influenza sia invece positiva. E l’85 per cento dei repubblicano concorda con tale negatività, mentre solo il 10 per cento la pensa diversamente. Per i democratici invece si equivalgono quasi le percentuali tra chi valuta l’impatto sulla società dei mezzi di comunicazione positivamente, il 44 per cento, e chi le valuta negativamente, il 46 per cento. Immagini: cortesia Pew Reasearch Center.

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