Papa Francesco: “le guerre non producono altro che cimiteri e morte”

Papa FrancescoOggi pomeriggio, nel giorno dei defunti, il Santo Padre sarà al Cimitero americano di Nettuno e al sacrario delle Fosse Ardeatine. Lo ha anticipato ieri, mercoledì, 1 novembre 2017, durante l’Angelus in Piazza San Pietro per la Solennità di tutti i Santi. Il Pontefice ha chiesto ai fedeli di accompagnarlo “con la preghiera in queste due tappe di memoria e di suffragio per le vittime della guerra e della violenza”.

Sottolineando con forza che “Le guerre non producono altro che cimiteri e morte”, ragione per la quale ha “voluto dare questo segno in un momento dove la nostra umanità sembra non aver imparato la lezione o di non volerla imparare”, e dove nel mondo vediamo aumentare ogni giorno il rischio di un conflitto nucleare.

Papa Francesco ha anche ricordato le vittime di recenti attentati: “sono addolorato – ha affermato – per gli attacchi terroristici di questi ultimi giorni in Somalia, Afghanistan e ieri a New York. Nel deplorare tali atti di violenza, prego per i defunti, per i feriti e i loro familiari”. Il Santo Padre ha anche pregato Dio perché “converta i cuori dei terroristi e liberi il mondo dall’odio e dalla follia omicida che abusa del nome di Dio per disseminare morte”.

Ieri il Pontefice ha ovviamente ricordato la festa solenne di Tutti i Santi, che ha definito “la nostra festa: non perché noi siamo bravi, ma perché la santità di Dio ha toccato la nostra vita. I santi -ha spiegato – non sono modellini perfetti, ma persone attraversate da Dio”. Papa Francesco li ha metaforicamente paragonati “alle vetrate delle chiese, che fanno entrare la luce in diverse tonalità di colore”.

Spiegando che “i santi sono nostri fratelli e sorelle che hanno accolto la luce di Dio nel loro cuore e l’hanno trasmessa al mondo, ciascuno secondo la propria tonalità. Ma tutti sono stati trasparenti, hanno lottato per togliere le macchie e le oscurità del peccato, così da far passare la luce gentile di Dio. Perché “Questo è lo scopo della vita: far passare la luce di Dio, e anche lo scopo della nostra vita”.

I santi quindi sono persone normali, che “respirano come tutti l’aria inquinata dal male che c’è nel mondo, ma nel cammino non perdono mai di vista il tracciato di Gesù, quello indicato nelle beatitudini, che sono come la mappa della vita cristiana”. Quindi “non vivono per il successo, il potere e il denaro”, perché sono consapevoli “che il Signore è il tesoro della vita, e l’amore al prossimo l’unica vera fonte di guadagno”.

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