Etica e bioetica della persona e dell’ambiente

Si parla di etica e bioetica alla Pontificia Accademia per la Vita, il 25 e il 26 giugno 2018

La prossima settimana si svolgeranno infatti in Vaticano la 24ma Assemblea Generale della Pontificia Accademia, e la conferenza internazionale Born equal ? A global responsibility – Nati uguali ? Una responsabilità globale. Si parlerà tra l’altro di disuguaglianze di nascita e economiche; di etica e bioetica della maternità; di educazione su tali tematiche; della tutela della salute del bambino e della madre; di salute e giustizia; delle attuali tecniche di diagnosi prenatale, e delle connesse sfide etiche e politiche; di etica e ambiente. Su tali questioni, di cui parleremo in settimana in un nuovo articolo, vedi pure Papa Francesco: i limiti della scienza, per il bene dell’uomo.

Il 25 e 26 giugno tali temi saranno affrontati nella conferenza della Pontificia Accademia per la Vita alla luce delle lettere Encliche Evangelium Vitae di Papa Giovanni Paolo II, e Laudato si di Papa Francesco. E in una prospettiva di global bioethics  e global responsibility – bioetica globale e responsabilità globale. Come sottolinea anche il sito ufficiale dell’evento. “Un’etica della persona e delle persone è anche, necessariamente, un’etica della responsabilità per l’ambiente in cui vivono gli esseri umani e che tramanderanno alle generazioni future”.

Papa Francesco nella Laudato si’: un’ecologia integrale

Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’ propone infatti “un’ecologia che, nelle sue diverse dimensioni, integri il posto specifico che l’essere umano occupa in questo mondo e le sue relazioni con la realtà che lo circonda”. Ricordando, come già aveva fatto Papa Giovanni Paolo II, che “la distruzione dell’ambiente umano è qualcosa di molto serio, non solo perché Dio ha affidato il mondo all’essere umano, bensì perché la vita umana stessa è un dono che deve essere protetto da diverse forme di degrado”. Ragione per cui ogni aspirazione a curare e migliorare il mondo richiede di cambiare profondamente gli «stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società» lettera enciclica Centesimus annus, 1 maggio 1991.

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