Una fede offuscata da scienza, tecnica, denaro e egoismo

Ne ha parlato Papa Francesco, nell’incontro con la  delegazione del Patriarcato di Costantinopoli, giovedì 18 giugno 2018

La delegazione era giunta in Vaticano per la tradizionale visita per la Solennità dei Santi Pietro e Paolo. Il Santo Padre ha stigmatizzato il “progressivo offuscamento della fede cristiana, che non incide più nelle scelte dei singoli e nelle decisioni pubbliche”. Offuscamento che vede la progressiva perdita di importanza della religione. E che si verifica anche in “tante società che tradizionalmente si dicevano cristiane”. Dove “accanto ad esempi luminosi di fedeltà al Signore Gesù Cristo” vediamo anche uno sbilanciamento verso l’individualismo, e l’utilitarismo. E il predominio della ragione e della scienza sulla fede e sull’etica.

Così, spiega il Pontefice, assistiamo ad esempio al “disprezzo della dignità della persona umana, l’idolatria del denaro, la diffusione della violenza, l’assolutizzazione della scienza e della tecnica, lo sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali”.  Questi sono solo una parte “dei gravi segni di una tragica realtà, alla quale – ha affermato Papa Francesco – non possiamo rassegnarci”. Contro questo tipo di realtà sociale, c’è quindi necessità di riaffermare il peso della fede, della solidarietà, della giustizia. Il pontefice ha spiegato di condividere “pienamente quanto il Patriarca Ecumenico Sua Santità Bartolomeo ha affermato nel discorso tenuto nel corso della sua recente visita a Roma per partecipare al Convegno internazionale su Nuove politiche e stili di vita nell’era digitale“.

Fede e solidarietà contro il predominio dell’egoismo, della scienza e della tecnica

Il Patriarca Bartolomeo aveva dichiarato: «Respingiamo la cinica frase Non c’è alternativa […]. È inaccettabile che le forme alternative di sviluppo e la forza della solidarietà sociale e della giustizia siano ignorate e calunniate. Le nostre Chiese possono creare nuove possibilità di trasformazione per il nostro mondo. Infatti, la Chiesa stessa è un evento di trasformazione, di condivisione, di amore e di apertura. […] Nelle nostre Chiese sperimentiamo la benedetta certezza che il futuro non appartiene all’avere ma all’essere, non alla pleonexia ma alla condivisione, non all’individualismo e all’egoismo ma alla comunione e alla solidarietà. Non appartiene alla divisione ma all’amore».

Papa Francesco, condividendo questo visione, ha affermato: “È per me consolante constatare che questa convergenza di visioni con il mio amato fratello Bartolomeo si traduce in un concreto lavoro comune. Anche nel corso di questi ultimi mesi il Patriarcato Ecumenico e la Chiesa Cattolica hanno collaborato su iniziative concernenti temi di notevole importanza, quali la lotta contro le forme moderne di schiavitù, la difesa del creato, la ricerca della pace”. Il Santo Padre ha anche ringraziato Sua Santità Bartolomeo per aver accettato il suo “invito ad incontrarci il prossimo 7 luglio a Bari, insieme ai Capi di Chiese e Comunità cristiane del Medio Oriente, per pregare e riflettere sulla tragica situazione che affligge tanti fratelli e sorelle di quella regione”. Link discorso, sito Vaticano.

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