La Nasa festeggia 60 anni parlando di aeronautica

L’aeronautica è nel dna della Nasa, nella ragione che ha portato alla sua creazione, e nel suo stesso nome.

L’acronimo NASA sta infatti per National Aeronautics and Space Administration – Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche. Questa agenzia governativa deriva dal National Advisory Committee for Aeronautics. Una commissione istituita nel 1915 negli Stati Uniti per “supervisionare e dirigere lo studio scientifico dei problemi del volo”. Possiamo dire che siano quindi più di cento anni che la Nasa si occupa dell’aeronautica e di tutte le questioni tecnologiche connesso al volo.

Dagli inizi del ventesimo secolo ad oggi, l’industria aeronautica – civile e militare – ha usufruito dello sviluppo scientifico e tecnologico della Nasa. Che collabora con U.S. Air Force, le forze aree statunitensi. E ha costantemente sviluppato soluzioni innovative – in anticipo anche di decenni rispetto alle normali produzioni industriali – che troviamo ovunque. Dalla produzione industriale, alla ricerca spaziale e aeronautica, al modo in cui oggi viaggiamo.

Numerosi anche gli strumenti di studio sviluppati dall’agenzia spaziale americana, e messi a disposizione dell’industria civile e della ricerca ingegneristica. Ad esempio le stesse gallerie del vento per studiare l’aerodinamica, oggi utilizzate anche nell’industria automobilistica. Oppure le procedure dei test di volo, adottate pure dall’aeronautica civile. O le simulazioni al computer di traiettorie di volo e di emergenze, sviluppate dagli anni settanta.

“Negli anni settanta, spiega il sito Nasa, l’agenzia cominciò “a sviluppare sofisticati codici informatici che potevano prevedere con precisione il flusso di fluidi, come l’aria, l’ala di un aereo o il carburante attraverso il motore principale di uno space shuttle. Tali idee e codici sono diventati fluidodinamica computazionale, che oggi è considerata uno strumento fondamentale per lo studio della fluidodinamica e lo sviluppo di nuovi velivoli”.

I sistemi digitali Fly by Wire hanno sostituito i vecchi sistemi idraulici, più pesanti e meno sicuri e affidabili

La Nasa ha contribuito a sviluppare anche i sistemi Fly by Wire, oggi utilizzati nell’aeronautica civile e militare. Sistemi digitali che con computer e connessioni elettriche e elettroniche governano aerei e navicelle spaziali: sono infatti stati usati anche sulla Space Shuttle. Il Fly by Wire  ha sostituito i vecchi sistemi idraulici e meccanici, che erano più pesanti in volo e si sono sempre dimostrati meno affidabili e meno sicuri. Il sito Nasa spiega che tra le innovazioni e le tecnologie fornite alla società civile ci sono pure le attuali “cabine di volo e motori a reazione”. Oppure  le torri di controllo del traffico aereo, e i “gate di partenza o di arrivo negli aeroporti di tutto il mondo”.

Il video della Luna, tra immagini del Lunar Reconnaissance Orbiter e musiche di Claude Debussy, e il video sull’energia radiante del Sole

Nelle scorse settimane la Nasa ha pubblicato altri filmati spettacolari – link e immagine in questo articolo -. Tra questi un video tra arte e scienza, con immagini della Luna riprese dal Lunar Reconnaissance Orbiter – LRO, e elaborate da Ernie Wright. La colonna sonora del filmato è stata realizzata con musiche eseguite dalla National Symphony Orchestra, tra cui Clair de Lune di Claude Debussy.

Mentre un altro recente video di Nasa Science Cast mostra come TSIS – Total and Spectral Solar Irradiance Sensor, installato sulla ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, sta studiando con estrema precisione l’energia radiante del nostro Sole. Energia importantissima anche per il clima e le temperature sulla Terra, pur non avendo determinato gli attuali drammatici cambiamenti climatici. Sono infatti quattro decadi che l’Agenzia Spaziale Americana effettua tali ricerche.

La NASA festeggia i 60 anni con un video tra arte e scienza

Nasa: studiando l’energia radiante del Sole

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