Cassini: il mistero degli esagoni di Saturno

Dalla Nasa, uno studio e la gif di uno degli esagoni del pianeta Saturno

Un nuovo studio dell’Agenzia spaziale americana tramite le rilevazioni della sonda Cassini, ha individuato al polo nord di Saturno un secondo esagono di correnti, di cui pubblichiamo l’immagine animata. L’esagono è simile a quello già conosciuto, che è però situato ad una quota più bassa, al di sotto delle nuvole. Lo studio è stato pubblicato il  3 settembre 2018 sulla rivista scientifica Nature Communications. I ricercatori pensano che l’esagono di bassa quota possa influenzare quello al di sopra delle nubi.

L’immagine – credit NASA / JPL Caltech / SSI / Hampton University – mostra l’esagono e suoi cambiamenti. Si ipotizza che possa costituire una sorta di “struttura torreggiante a centinaia di chilometri di altezza”. Leigh Fletcher – università di Leicester – principale autore della ricerca, ha spiegato che “I bordi di questo vortice appena scoperto sembrano esagonali, facendolo corrispondere esattamente ad un modello di nuvola esagonale famoso e bizzarro che vediamo più in profondità nell’atmosfera di Saturno”.

Mentre Linda Spilker, scienziata del progetto Cassini, ha affermato che “il mistero e l’estensione dell’esagono continuano a crescere, anche dopo i 13 anni di Cassini in orbita intorno a Saturno”. La Spilker ha anche spiegato di essere impaziente di “vedere altre nuove scoperte derivanti dai dati scientifici di Cassini”. Questo tipo di fenomeni atmosferici si verifica pure sulla Terra.

Gli esagoni sui poli di Saturno sono visibili in estate

La navicella spaziale Cassini è arrivata al sistema di Saturno nel 2004, e come spiega l’articolo Nasa in quel periodo l’emisfero australe era in estate, “mentre il nord era nel mezzo dell’inverno”. Per tale ragione la sonda ha così potuto osservare l’ampio vortice – il primo esagono individuato – sopra al polo sud di Saturno. In quel periodo dell’anno non erano invece visibili vortici sul polo nord del pianeta. Lo studio mostra invece un vortice – un nuovo esagono – in fase di formazione al polo nord, mentre sull’emisfero settentrionale di Saturno sta arrivando l’estate.

Le proprietà chimico fisiche dell’esagono, spiega l’articolo, “sono state rivelate in dettaglio da Cassini, che ha osservato la caratteristica in più lunghezze d’onda – dall’ultravioletto all’infrarosso”. Tra gli strumenti e i sensori utilizzati, lo spettrometro a infrarossi composito – CIRS. La scoperta è avvenuta recentemente perché nella prima parte della missione il CIRS “non riusciva a scrutare più in alto nella stratosfera settentrionale, dove le temperature erano troppo fredde per osservazioni infrarosse CIRS affidabili. Per tale ragione, queste aree sono rimaste “relativamente inesplorate per molti anni”.

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