Manifest, una serie tv tra fede e scienza

Il paragone tra Manifest – di cui è produttore esecutivo Robert Zemeckis – e la serie cult Lost è inevitabile e immediato

Però in Manifest – qui il trailer originale ufficiale – il volo 828 della Montego Air non precipita: semplicemente se ne perde traccia per oltre cinque anni. E dopo tale periodo, in cui i familiari dei 191 passeggeri li hanno considerati inevitabilmente morti, riappare misteriosamente atterrando come se nulla fosse. E i passeggeri sono sani e salvi, Anzi sono più giovani dei cinque anni trascorsi invece per i loro familiari. Esattamente come fossero rimasti in volo solo per le cinque ore previste e da loro percepite.

Inizia così Manifest, dopo una forte turbolenza, e con un salto temporale inaspettato e inspiegabile. Così svaniscono le ipotesi delle autorità e dei familiari. Ad esempio che l’aereo potesse essere precipitato, visto che era svanito dai radar di terra. Oppure, al suo misterioso riapparire, dirottato o per altre ragioni costretto ad atterrare in una zona sconosciuta dove non era stato rintracciabile per cinque anni. Basterebbe questo per far apparire il mistero – scientifico o miracoloso non si sa – nella serie.

In realtà i passeggeri dello sfortunato volo 828, oltre a non essere inspiegabilmente invecchiati, cominciano a mostrare strani sintomi. Che per istintiva e comune prudenza inizialmente non svelano ad inquirenti e familiari. Percezioni e poteri sovrannaturali, che li spingono e li aiutano però a fare del bene, e a salvare persone. E ad incontrarsi tutti nello stesso momento – senza una ragione spiegabile – accanto all’hangar dove è custodito l’aereo, che ancora non ha svelato agli investigatori nulla che spieghi quell’evento prodigioso e inconcepibile.

Per Jeff Rake in Manifest vediamo il confronto e il conflitto tra fede e scienza. Per Robert Zemeckis è anche una metafora delle nostre vite e delle risposte alle questioni più difficili

Non andiamo oltre per evitare l’effetto spoiler di questa serie trasmessa negli Stati Uniti da NBC e creata da Jeff Rake. Il quale a Usa Today ha spiegato che in Manifest si parla – oltre che di vita, famiglia, affetti, salute, speranza e mistero, di “quel dibattito” che “è antico quanto il tempo stesso”. Ovvero “l’ultimo dibattito nella storia umana: fede contro scienza”. Perché ciò che è accaduto al volo 828 e ai suoi passeggeri, a i poteri che stanno sviluppando, non è spiegabile con la ragione, né con la scienza.

Forse non con la scienza all’attuale nostro livello di conoscenza. O forse è un evento prodigioso, se non un miracolo, a cui credere solo per fede. Un miracolo che regala ai passeggeri dei quel volo una nuova opportunità. Ripartendo da zero dopo cinque anni, a avendo possibilità che la vita, cinque anni prima, avrebbe loro negato. Anche il vivere stesso, come nel caso di uno dei protagonisti, affetto da una malattia per la quale forse oggi potrebbe esserci una cura.

Jeff Rake ha anche raccontato di aver sfidato sé stesso “in ogni episodio per raccontare la storia di cosa accadrebbe davvero se qualcosa di straordinario si fosse mai verificato”. Spiegando così quanto sia difficile parlare in modo credibile di ciò che va oltre la realtà che conosciamo o che crediamo di conoscere. Mentre per Robert Zemeckis – premio Oscar per Forrest Gump e regista tra l’altro anche di Ritorno al Futuro e Cast AwayManifest è una storia su “ciò che accadrebbe se …”. E “una metafora che ci permette di risolvere questi questioni complesse, naturalmente alle quali si può o non si può rispondere.”

Leave a Reply