Miracoli e guarigioni a Lourdes tra scienza e fede

Miracoli: si è svolto ieri a Matera un convegno sulle guarigioni del santuario di Lourdes

Lourdes: tra scienza e fede. Miracoli e guarigioni. Questo il titolo dell’incontro, che ha visto l’intervento del dottor Alessandro De Franciscis, presidente dell’Ufficio delle Constatazioni mediche di Lourdes. Tale organismo si occupa di studiare e eventualmente certificare come miracolose, ovvero inspiegabili scientificamente,  guarigioni avvenute tra i pellegrini che si recano nel santuario. Promosso dalla sottosezione Unitalsi di Matera,  per volontà dell’arcivescovo monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, l’evento ha avuto luogo sabato 27 ottobre nel palazzo arcivescovile.

Ad oggi sono 70 le guarigioni che la Chiesa ha ufficialmente dichiarato come miracolose. Guarigioni che interrogano la scienza, mentre confortano la fede di chi crede. E danno una speranza a persone affette da gravi patologie. A margine del convegno, De Franciscis ha spiegato le caratteristiche e il ruolo dell’Ufficio delle Constatazioni mediche. “La particolarità di questo ufficio si spiega con il clima particolare della Francia nel XIX secolo e l’esplosione del metodo scientifico”. Secondo De Franciscis. “I sacerdoti del tempo compresero che la questione delle guarigioni competeva ai medici. Affidarono così a questo ufficio un ruolo tuttora unico per un santuario cristiano”.

Il medico spiega anche di aver firmato, da quanto è stato incaricato nel 2009, tre decreti che hanno certificato casi di «inspiegata guarigione allo stato delle attuali conoscenze mediche». L’ultimo caso è quello di una suora francese della diocesi di Beauvais, Bernadette Moriau. Il precedente – verificatosi nel 1989 – era una donna di Pavia, Danila Castelli, Sorella di carità della Sottosezione Unitalsi della sua città. La signora Castelli è morta purtroppo nell’ottobre 2016. De Franciscis ha inoltre spiegato che “Ogni caso viene esaminato da un comitato medico internazionale, presieduto dal vescovo di Lourdes. Quest’ultimo poi consegna la pratica al vescovo della diocesi della persona guarita ed è lui a dichiarare il segno della guarigione”. Fonte Sir – Servizio Informazione Religiosa.

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