Sky: quando un licenziamento non ha fine

La vicenda del licenziamento illegittimo Sky di Paolo Centofanti.

Era proprio in questi giorni, il 16 febbraio di tre anni fa, che si chiudeva definitivamente una delicata e drammatica vicenda lavorativa. Vicenda che vedeva ingiustamente coinvolto il nostro direttore, Paolo Centofanti. La Corte di Cassazione, infatti, terzo grado di giudizio e organo nomofilattico del nostro ordinamento, stabiliva inequivocabilmente che Sky Italia, licenziandolo 11 anni prima, aveva emesso un provvedimento illegittimo e immotivato.

L’azienda, dopo le tortuose peripezie conseguenti all’obbligo di reintegra prescritto dall’allora, “ancora in auge” e “tanto vessato” articolo 18 della Legge 300/70, ha provveduto al ripristino del rapporto di lavoro e agli aspetti economici connessi. Purtroppo la situazione è ancora oggetto di inspiegate e inspiegabili “voci di corridoio”. Un vero e proprio gossip incontrollato, con fake news che minano la veridicità delle statuizioni giudiziarie.

Tale situazione merita un approfondimento. Appare infatti surreale che, dopo un percorso giudiziale connotato da un nitore così ialino, ancora vi siano dubbi sulla fattispecie – compresi i dubbi infondati .. – .
L’aspetto umano della situazione, infatti, resta tutto ancora da definirsi e provoca – e  ha provocato – danni tali che nessun risarcimento appare in ogni caso congruo. Di conseguenza non possono tollerarsi mistificazioni e interpretazioni distorte della realtà dei fatti, oggi in  tutte le sedi acclarata.

Alcune delle fake news sulla vicenda del licenziamento Sky.

Appare quindi opportuno riepilogare sinteticamente come non sia assolutamente vero come  il nostro direttore abbia mai minacciato o insultato qualcuno in azienda – fatto-evento scaturigine della contestazione, foriera poi del licenziamento impugnato. Come appare necessario chiarire come non vi fu nessuna rissa sul posto di lavoro o presunta tale. Appare necessario pure chiarire che il Centofanti, all’epoca dei presunti fatti, non era responsabile della sicurezza. Lo era invece stato, accettando una proposta aziendale in tal senso, nel delicato periodo poco prima e dopo l’11 settembre 2001, fino agli inizi del 2002.

Appare infine necessario ricordare che, proprio in ragione del consueto profondo senso del dovere e correttezza e lealtà aziendale, il Centofanti, pur rivendicando ogni suo diritto come è giusto che sia, al momento della reintegra, come detto travagliato, ha obtorto collo accettato il trasferimento definito da Sky Italia a Milano, e tuttora ivi risiede e lavora Non si tratta di riepilogare solo una vicenda giudiziale che, in questo caso, ha avuto un esito ineccepibile, ma di ricordare che la giustizia formale deve essere sempre accompagnata da quella sostanziale, altrimenti – semplicemente – giustizia non è.

Il diritto di criticare, dubitare e formulare ipotesi interpretative è sacrosanto. Tuttavia non è tale quando lede le persone e inficia la realtà dei fatti. Si deve sempre ricordare che la critica, infatti, deve muovere da assunti probabili o provati e non da supposizioni e pregiudizi. Su altre questioni afferenti il licenziamento nel 2005, e che spiegano meglio la vicenda presunta e la vicenda reale emersa in ambiti processuali, torneremo tra pochi giorni.

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