Rivista SRM - Science and Religion in Media
Papa Francesco: il Pastore Risorto si fa cura di vecchi e nuovi schiavi E-mail
Scritto da Redazione SRM   
Domenica 16 Aprile 2017 19:10

papa francescoIl Pontefice nel proprio Messaggio Urbi et Orbi per la Santa Domenica di Pasqua, 16 aprile 2017, è tornato a parlare delle questioni sociali gravi e gravissime, come forme di emarginazione umana e sociale; forme di sfruttamento e di schiavitù, nella società, sul lavoro; la tutela dei minori; la lotta a tutte le guerre, i conflitti, le carestie. "Attraverso i tempi il Pastore Risorto non si stanca di cercare noi, suoi fratelli smarriti nei deserti del mondo", scrive il Santo Padre, continuando: "E con i segni della Passione – le ferite del suo amore misericordioso – ci attira sulla sua via, la via della vita. Anche oggi Egli prende sulle sue spalle tanti nostri fratelli e sorelle oppressi dal male nelle sue diverse forme".

Papa Francesco ha spiegato che “Il Pastore Risorto va a cercare chi è smarrito nei labirinti della solitudine e dell’emarginazione; va loro incontro mediante fratelli e sorelle che sanno avvicinarsi con rispetto e tenerezza e far sentire a quelle persone la sua voce, una voce mai dimenticata, che le richiama all’amicizia con Dio”. Gesù, che ha vinto la croce e la morte, “Si fa carico di quanti sono vittime di antiche e nuove schiavitù: lavori disumani, traffici illeciti, sfruttamento e discriminazione, gravi dipendenze. Si fa carico dei bambini e degli adolescenti che vengono privati della loro spensieratezza per essere sfruttati; e di chi ha il cuore ferito per le violenze che subisce entro le mura della propria casa”.

Le nuove e vecchie forme di schiavitù sono paradossalmente molto frequenti e drammatiche, in alcuni casi anche incredibili, pure nel ventunesimo secolo, nella società dei media, del web e della informazione e comunicazione globale. Ne parleremo più approfonditamente nelle prossime settimane. Nel frattempo rimandiamo a questo articolo su Fede e Ragione, e vi porgiamo i nostri Auguri di Buona Pasqua, Paolo Centofanti, direttore SRM - Science and Religion in Media.

 
Giuseppe Moscati, un medico tra fede e scienza E-mail
Scritto da Redazione SRM   
Venerdì 14 Aprile 2017 07:51

giuseppe moscatiQuest'anno ricorrono i 90 anni dalla scomparsa del medico dei poveri, morto a Napoli il 12 aprile del 1927. Medico, studioso, docente, ha sempre vissuto la propria vita personale e professionale sulla concezione di un rapporto inscindibile tra scienza e religione. Considerando il proprio lavoro come medico come una missione al servizio dei sofferenti e della società. Beatificato da Papa Paolo VI durante l'Anno Santo del 1975, San Giuseppe Moscati è stato canonizzato da Papa Giovanni Paolo II nel 1987. Nato in provincia di Avellino il 25 luglio del 1880, si era laureato a pieni voti in medicina nel 1903.

Considerava inesistente e la contrapposizione tra fede e ricerca scientifica. Una contrapposizione che doveva anzi essere evitata, dal momento che sia la medicina che la fede sono elementi che contribuiscono e devono contribuire al benessere delle persone, e che mentre la scienza è in costante progresso e può smentire sè stessa, superata da nuove scoperte, le verità di fede sono immutabili e non hanno necessità o possibilità di conferma o disconferma, o di critica per chi crede.

Una concezione sintetizzabile in un breve paragrafo di una lettera ad un suo allievo, Agostino Consoli, nel luglio del 1922. "Il progresso - scrive infatti Moscati - sta in una continua critica di quanto apprendemmo. Una sola scienza è incrollabile e incrollata, quella rivelata da Dio, la scienza dell'al di là”. Ma Giuseppe Moscati, definito anche padre della medicina nuova e fondatore della cosiddetta scuola medica napoletana, è stato anche un importante ricercatore, apprezzato in tutto il mondo come medico, clinico e studioso, autore di numerosi studi che hanno fatto la storia della medicina italiana e internazionale.

Nell'omelia per la cerimonia in Piazza San Pietro per la canonizzazione di Moscati, il 25 ottobre del 1987, Papa Giovanni Paolo II disse di lui: "Per indole e vocazione il Moscati fu innanzitutto e soprattutto il medico che cura: il rispondere alle necessità degli uomini e alle loro sofferenze, fu per lui un bisogno imperioso e imprescindibile. Il dolore di chi è malato giungeva a lui come il grido di un fratello a cui un altro fratello, il medico, doveva accorrere con l'ardore dell'amore. Il movente della sua attività come medico non fu dunque il solo dovere professionale, ma la consapevolezza di essere stato posto da Dio nel mondo per operare secondo i suoi piani, per apportare quindi, con amore, il sollievo che la scienza medica offre nel lenire il dolore e ridare la salute". Immagine: Wikipedia.

 
Licenziamento Illegittimo Sky: nuovi articoli, tradotti anche in inglese e spagnolo E-mail
Scritto da Paolo Centofanti direttore SRM   
Giovedì 30 Marzo 2017 18:15

Corte di CassazioneDa questa settimana "torno" a parlare, su queste pagine e su Fede e Ragione, e in modo più approfondito, dell'immotivato e illegittimo licenziamento che ho subito nel 2005 e delle Sentenze a mio favore in tre Gradi di Giudizio, fino alla Corte di Cassazione. Licenziamento che non può non essere considerato anche alla luce dell'attuale scenario aziendale, più ampio della mia singola vicenda, e decisamente controverso. Al punto che di tale scenario ha ritenuto opportuno parlare anche Papa Francesco, come molti di voi già sapranno e avranno letto qui e altrove, o visto anche dai TG.

Avevo aspettato proprio per dare priorità e tempo a questioni di maggior urgenza e importanza, in un questo periodo così delicato per l'azienda, per le sorti aziendali e lavorative di tanti colleghi, per le loro famiglie, e per chi come me svolge attività sindacale. Ci aggiorniamo a domani mattina con il nuovo articolo, che poco dopo sarà tradotto anche in inglese e spagnolo, come pure questo, i precedenti e quelli che pubblicherò dopo. Ho deciso infatti di rendere più leggibile e comprensibile testi a cui ho dovuto lavorare anche con i miei Legali, e che hanno l'obiettivo di raccontare la mia vicenda.

E ovviamente anche di recuperare la mia reputazione, perduta a causa di un licenziamento illegittimo e immotivato, che mi ha pure descritto agli occhi delle persone per come non sono. Reputazione che sto faticosamente recuperando, dal 2005 ad oggi: ogni giorno, ogni mese, ogni anno, ogni Sentenza positiva, finora tutte, in mio favore. Gli articoli avranno ovviamente anche l'obiettivo, per quanto possibile, di raccontare la situazione attuale in azienda e fuori, le difficoltà che stanno affrontando i colleghi in questo periodo così critico, e in misura minore le difficoltà che deve affrontare chi cerca di difenderli e tutelarli al meglio.

Non voglio annoiare, per quanto riguarda il mio caso, con ripetizioni di concetti e informazioni che alcuni possono aver già sentito o letto sul web o sui giornali. Voglio, posso, devo, solo spiegarli meglio, rispetto pure a come hanno raccontato la vicenda alcuni giornali e siti specializzati, solo alcuni fortunatamente. Perché non ci siano fraintendimenti, ambiguità interpretative, tecnicismi, e soprattutto non ci siano più ombre sul sottoscritto, e si sappia solo e soltanto la verità. Link Fede Ragione

 
La Sindone: vent'anni dall'incendio, in attesa E-mail
Scritto da Paolo Centofanti direttore SRM   
Giovedì 13 Aprile 2017 08:31

sindoneEra la notte tra l'11 e il 12 aprile 1997, due decadi fa, quando un furioso incendio distruggeva quasi completamente la Cappella opera dell'architetto Guarino Guarini, e metteva a rischio l'integrità del Telo Sindonico, che li era custodito in una cassa situata in una teca di metallo e spesse lastre di vetro. La Sindone fortunatamente, grazie ad un tempestivo intervento e alla rottura dei cristalli della teca da parte dei Vigili del Fuoco, ne uscì incolume, non danneggiata né dalle fiamme, né dall'acqua usata per spegnere l'incendio. Da allora la Cappella del Guarini, tuttora in fase di restauro, non è ancora stata riaperta al pubblico.

I lavori, che al completamento saranno costati oltre 30 milioni di euro, indubbiamente sono particolarmente complessi, però in questi anni ci sono stati ripetuti annunci - vedi pure SRM, ad esempio nel novembre 2012 La Cappella della Sindone nuovamente visitabile nella primavera del 2014 e nel febbraio 2016 Sindone: 20 anni dopo riapre la Cappella del Guarini - annunci poi disattesi dal reale svolgimento e il continuo protrarsi dei restauri. In questi giorni è stata superata l'ideale scadenza dei venti anni dall'incendio, per ricordare il drammatico evento e celebrare il fatto che la Sindone sia rimasta comunque integra.

I lavori dovrebbero comunque essere finalmente terminati, si auspica, entro il 2017, e la Cappella sarà effettivamente riaperta al pubblico entro la fine dell'anno, o più probabilmente nel 2018. Attualmente la Sindone è collocata in una cappella del Duomo di Torino, sotto la Tribuna Reale. Dopo l'incendio del 1997, le misure tecnologiche per conservare il Telo Sindonico sono state aumentate e perfezionate, utilizzando le tecniche più moderne in questi ambiti. La Sindone non è più tenuta arrotolata: le condizioni del Telo e la necessità di non danneggiarlo in alcun modo, rendono opportuno e necessario conservarla in posizione distesa.

La cassa che la contiene e la protegge non è ovviamente più né la cassa di metallo in cui era tenuta nella Sainte Chapelle, né la teca, più protettiva e moderna, in cui si trovava nel 1997. Il Telo si trova invece in una nuova teca, appositamente progettata e realizzata con tecnologie aerospaziali: è stata ricavata da un blocco unico di lega leggera aeronautica, in modo che fosse a tenuta stagna, senza giunzioni, saldature o guarnizioni. Superiormente c'è una pesante lastra di cristallo blindato, multistrato. E per impedire contaminazioni di natura chimica o biologica, la teca è stato inoltre saturata con gas argon, inerte e privo di tossicità.

 
Google e Facebook nella guerra alle fake news E-mail
Scritto da Redazione SRM   
Domenica 09 Aprile 2017 21:58

googlePer chi si occupa del rapporto tra fede e scienza, quella contro le fake news è una guerra complicata, che ha molteplici fronti: da una parte la necessità di identificare i falsi casi mediatici, che si tratti di notizie scientifiche, o che riguardano la sfera della fede, o di tentativi di negare la religione con presunte scoperte. Dall'altra parlare in modi obiettivi della possibile compatibilità tra scienza e fede, senza però cadere nell'apostolato, e senza prestare il fianco ad accuse di falsità o di strumentalizzazioni. Senza quindi nemmeno dare a chi voglia contestarci la possibilità di etichettare o magari segnalare come fake news ciò che pubblichiamo.

Potrebbe sembrare un ossimoro, e certamente così lo definirà chi ha atteggiamenti antireligiosi o materialistici, ma è possibile rendere ragionevole la fede, spiegare la ragione della fede e il fatto che non sempre collida con le ragioni della scienza. Parlando invece del web, e del modo in cui si stanno muovendo i protagonisti di Internet e dei social network, rimandiamo a questa notizia di Fede e Ragione, sulle nuove iniziative di Google e Facebook per combattere, limitare e togliere traffico web alle fake news.

Che, si scopre, servono più a far soldi tramite la pubblicità, che a cercare di fare opinione e orientare il consenso di chi le legge. E che sono anche pericolose, non solo quando possono modificare gli atteggiamenti politici, ma soprattutto quando parlano ad esempio di vaccini pericolosi, di malattie inesistenti o di cure utili solo economicamente a chi le somministra. Per evitarle, Google ha creato una etichetta fact check per notizie verificate. Mentre Facebook ha presentato una nuova sezione notizie e un decalogo per riconoscerle e evitarle. Link Fede Ragione.

 
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Direttore: Paolo Centofanti

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