Rivista SRM - Science and Religion in Media
Giornata Mondiale per le donne nella scienza E-mail
Scritto da Paolo Centofanti, Direttore SRM   
Sabato 11 Febbraio 2017 21:58

international day of women and girls in scienceSi celebra l'11 febbraio in tutto il mondo la seconda edizione di questa iniziativa, istituita nel 2015 a New York dall'ONU per promuovere la presenza delle donne negli studi universitari scientifici e favorirne l'inserimento in università e istituti di ricerca, come scienziate, docenti e ricercatrici. La scienza vede oggi scienziate affermate arrivare anche ai vertici di istituti come il Cern di Ginevra, il cui direttore generale dal 1 gennaio 2016 è Fabiola Gianotti; o studiose come l’iraniana Maryam Mirzakhani che nel 2014 è stata la prima donna a vincere la Field Medal, che per la matematica ha un valore paragonabile al Premio Nobel.

Oppure altri importanti esempi come la grande neuroscienziata Rita Levi Montalcini: Premio Nobel per la Medicina 1986; prima donna ammessa nella Pontificia Accademia delle Scienze; autrice di studi pionieristici sul cervello; socia dell'Accademia Nazionale dei Lincei per la Classe di Scienze Fisiche; fondatrice dell'Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello - Fondazione EBRI, European Brain Research Institute, e della Fondazione Idis - Città della Scienza. Il percorso per una reale potenziale parità tra uomini e donne nelle carriere scientifiche è importante anche per dare un ulteriore impulso allo sviluppo della scienza in tutti e i suoi ambiti teorici e applicativi. Allo stesso tempo, è però un percorso ancora lungo e complesso.

Anche perché poco più di cento anni fa, agli inizi del XX secolo, la possibilità per le ragazze di accedere a studi universitari, e persino a studi superiori, non era così certa come invece avviene oggi. Erano anzi molte le nazioni in cui ciò non era possibile. Così le iniziative previste per la Giornata internazionale per le donne e le ragazze nella scienza - International Day of Women and Girls in Science, da una parte ci ricordano come certi cambiamenti culturali e sociali siano avvenuti solo recentemente, dall'altra vogliono incoraggiare il superamento delle residuali barriere sociali e culturali, raccontando anche le storie delle donne che hanno contribuito creare la scienza moderna e contemporanea.

"In questa Giornata Internazionale - ha dichiarato Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite - esorto all'impegno per porre fine ai pregiudizi, e per maggiori investimenti nel campo della scienza, tecnologia, ingegneria e l'educazione matematica per tutte le donne e le ragazze, nonché per opportunità per la loro carriera e l'avanzamento professionale a lungo termine, in modo che tutti possano trarre beneficio dai loro innovativi contributi futuri". Nell'immagine, credits WMO, due donne scienziate, Amelie Meyer e Allison Bailey, durante la missione norvegese NICE2015 in Artico.

 
Il DNA e la vita, da Mendel alla genomica moderna E-mail
Scritto da Redazione SRM   
Venerdì 10 Febbraio 2017 21:51

dna il grande libro della vita da mendel alla genomicaDal 10 febbraio al 18 giugno 2017 il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita una mostra dedicata alla storia e allo sviluppo della moderna genetica: da Gregor Mendel, matematico, naturalista, monaco agostiniano, considerato il padre della genetica, a James Dewey Watson e Francis Crick, che hanno svelato il mistero della struttura del DNA. La mostra racconta i nostri geni in modo globale e interdisciplinare: da quelli dei microorganismi a quelli delle piante e degli animali, fino ad arrivare all'uomo; dal modo in cui il nostro patrimonio genetico può determinare le nostre esistenze, al modo in cui invece lo influenzano le scelte che compiamo, l'ambiente e il modo in cui viviamo, i nostri stili di vita; dalla genetica applicata allo studio dell'evoluzione umana e degli altri esseri viventi, alle applicazioni della genetica in ambiti investigativi e giudiziari.

Con il titolo DNA. Il grande libro della vita da Mendel alla genomica, la rassegna è indirizzata a giovani studenti e adulti, ma prevede anche spazi per i bambini e i loro genitori, con visite guidate e un laboratorio per le scuole, in cui far conoscere agli alunni come è fatto il corpo umano e come il DNA ne determina le caratteristiche specifiche, dall'altezza, al colore ad esempio degli occhi o dei capelli. Numerosi gli interventi previsti, tra cui possiamo citarne alcuni tra i principali.

Sarà ad esempio Ondrej Dostal, direttore del Mendel Museum of Masaryk University, Brno, a raccontare la figura umana, storica e scientifica di Gregor Mendel: il genio dell’abbazia agostiniana. Werner Arber, il Premio Nobel per la medicina nel 1978, professore dell’università di Basilea, spiegherà invece come La genetica dei microrganismi ha rivelato le leggi naturali dell’evoluzione biologica. Giuseppe Macino, professore all’università degli studi di Roma La sapienza, parlerà invece di come I geni e l'ambiente interagiscono attraverso l'epigenetica. Mentre Susi Pelotti, presidente dei genetisti forensi italiani, illustrerà i progressi e i futuri sviluppi della Genetica forense nel 21° secolo.

 
Todorov, antropologo e filosofo del formalismo E-mail
Scritto da Redazione SRM   
Martedì 07 Febbraio 2017 21:51

tzvetan_todorovLo studioso bulgaro naturalizzato francese è morto a Parigi, dove si era trasferito per la prima volta nel 1963, nella notte tra il 6 e il 7 febbraio 2017; avrebbe compiuto 78 anni il prossimo 1 marzo. Lo hanno annunciato oggi la sua famiglia, e l’agente letterario che curava i suoi interessi in Francia. La figlia di Todorov in particolare ha anche annunciato che nel mese di marzo uscirà l’ultimo libro a cui suo padre aveva da poco finito di lavorare: Il trionfo dell'artista. Allievo del linguista e semiologo francese Roland Barthes, Tzvetan Todorov nato a Sofia il 1 marzo 1939.

Filosofo e antropologo, aveva trovato il suo maggior interesse nella filosofia del linguaggio. Nel 1963 era fuggito dalla Bulgaria e dal regime comunista allora al potere in Bulgaria, per rifugiarsi nella più democratica, tollerante e culturalmente attiva Francia, scegliendo Parigi come propria città adottiva. Dopo aver insegnato alla Yale University, Stati Uniti verso la fine degli anni 60, era tornato nella capitale francese e era entrato come ricercatore al CNRS - Centro Nazionale della Ricerca Scientifica. La sua carriera scientifica e accademica lo aveva portato nel 1983 a dirigere il CRAL - Centro di Ricerca sulle Arti e il Linguaggio di Parigi, istituto che diresse fino al 1987.

Era anche visiting professor in numerose università, soprattutto negli Stati Uniti, quali ad esempio Berkeley, Columbia, University of California, Harvard e la già citata Yale. Aveva anche fondato, con il critico Gerard Genette, la rivista di teoria e analisi letteraria Poetique. La sua opera più importante è certamente La letteratura fantastica, scritta nel 1970 e tradotta e pubblicata in Italia da Garzanti nel 1977. Possiamo citare tra le altre Di fronte all'estremo, Garzanti 1992; Le morali della storia, Einaudi 1995; La conquista dell'America. Il problema dell'altro, Einaudi 1984; Resistenti, Storie di donne e uomini che hanno lottato per la giustizia, Garzanti 2016.

 
Darwin Day 2017: quale equilibrio tra fede e teorie evolutive ? E-mail
Scritto da Paolo Centofanti direttore SRM   
Giovedì 09 Febbraio 2017 21:51

charles darwinIl dibattito sull'evoluzione e sul darwinismo è uno dei più accesi tra quelli che coinvolgono il rapporto tra scienza, filosofia e teologia, e tra fede e ragione. Anche non considerando le idee e le affermazioni antireligiose di alcuni dei protagonisti più noti di tale dibattito, come il giornalista e saggista Christopher Hitchens o l'etologo Richard Dawkins, la scienza può portarci comunque a credere che le teorie evolutive, e le scoperte paleoantropologiche ad oggi, neghino del tutto la religione, e la possibilità, in cui molti di noi credono, che l’essere umano sia stato creato da Dio. In realtà la questione è molto più complessa: la religione e la teologia non negano la scienza, ma propongono se mai una differente visione e interpretazione del cosmo, del mondo e dell'uomo, e del senso della sua esistenza.

Allo stesso tempo, la scienza non può negare totalmente la religione: non la visione religiosa che abbiamo di noi stessi e della realtà, non la nostra fede. Non le Scritture, soprattutto quando interpretate non letteralmente. Il discriminante è il senso che vogliamo dare a ciò che chiamiamo scienza, il cui compito è farci capire il mondo e gli essere umani, non il loro significato ad esempio. A pochi giorni dal Darwin Day, e dalle numerose iniziative italiane o internazionali, alcune a dire il vero di orientamento decisamente laicista, organizzate in tutto il mondo per ricordare Charles Darwin nell'anniversario della sua nascita, il 12 febbraio 1809, è questa una riflessione opportuna, per non dire necessaria.

In questo 2017 ricorrono 135 anni dalla morte, il 19 aprile 1882, del botanico e naturalista britannico, autore de L'origine delle specie, pubblicato nel 1859. Laureato a Cambridge, dove aveva studiato botanica, geologia, ma anche teologia e filosofia, Darwin è considerato insieme ad Alfred Russel Wallace il padre delle moderne teorie sull'evoluzione dei viventi. Numerosi, dicevamo, gli eventi previsti in Italia: a Milano, il Museo di Storia Naturale celebra l’anniversario con tre giorni di eventi, da giovedì 9 a domenica 12 febbraio; a Roma sabato 11 febbraio lo storico liceo Mamiani, ospita la terza edizione del proprio Darwin Day, dal titolo Non di sola ragione; anche il Civico Museo di Storia Naturale di Ferrara ha lanciato un programma di eventi su Darwin e il darwinismo, previsti ogni giovedì dal 9 febbraio a fine marzo.

 
Astronomia e cosmologia, tra fede e scienza E-mail
Scritto da Paolo Centofanti direttore SRM   
Domenica 05 Febbraio 2017 21:58

sistema solareL'origine del cosmo e la sua espansione; il big bang, gli universi paralleli, le stringhe e le altre teorie formulate ad oggi per cercare di capire le leggi che regolano l'universo; le possibilità di vita, intelligente e non, al di fuori del nostro pianeta e del sistema solare. Sono alcuni dei temi di cui parlerà in una lectio magistralis Cesare Barbieri, attualmente professore emerito di astronomia all'università di Padova, dove fino al 2013 ha insegnato come professore del Dipartimento di fisica e astronomia Galileo Galilei, e dal 2010 al 2013 è stato direttore della Scuola Galileiana di Studi Superiori.

Nato a San Giovanni in Persiceto, Bologna, il 27 novembre del 1942, Barbieri si è laureato in fisica nel 1865 all'università di Bologna. Nel 1966 è divenuto astronomo e ricercatore all'Osservatorio Astronomico di Padova, ruolo che ha ricoperto fino all'ottobre del 1972. Parallelamente, tra il 1968 e il 1969, ha completato un percorso di post dottorato, come MacDonald Post Doctoral fellow, presso l'università di Austin, Texas, Stati Uniti. Dal 2003 è visiting professor alla Boston University, Massachusetts. Tra le aree scientifiche di suo maggior interesse, il sistema solare, l'esobiologia, le attività spaziali.

Promosso dal Master in Scienza e Fede e dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, con il titolo La nascita del sistema solare e la vita nell’universo, l'evento vuole approfondire anche le connessioni tra la visione della fisica e dell'astronomia, e quella della filosofia e delle teologia, per comprendere anche il possibile equilibrio tra discipline scientifiche, fede, religione. La lectio si svolgerà martedì 21 febbraio 2017 dalle 17.10 alle 18.30 nell'Aula Magna dell'università. Dopo la conferenza avrà luogo la cerimonia la consegna dei diplomi del Master.

 
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Giornale on line iscritto nel registro della stampa del tribunale di Roma, n.100/2011, 4 aprile 2011

Direttore: Paolo Centofanti

ISSN: 2239-4273

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Paolo Centofanti, nell'ambito dei suoi interessi socio culturali, in qualità di giornalista pubblicista e manager no profit, è attualmente direttore di SRM.
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