Rivista SRM - Science and Religion in Media
Eugene Cernan, l'ultimo uomo a camminare sulla Luna E-mail
Scritto da Paolo Centofanti, direttore SRM   
Martedì 17 Gennaio 2017 08:51

eugene_cernan_nasaL'astronauta statunitense, uno dei soli tre astronauti al mondo che abbiano effettuato due volte il viaggio dalla Terra alla Luna, è morto a Chicago il 16 gennaio del 2017; aveva quasi 83 anni. Eugene Gene Andrew Cernan era nato a Chicago il 14 marzo 1934. Nel 1963 era entrato a far parte della NASA, l'Agenzia Spaziale Americana, all'età di 29 anni. Ne aveva 32 quando con Thomas Stafford partiva per la sua prima missione spaziale, la Gemini 9, il 3 giugno del 1966. I due sostituivano Charles Bassett e Elliott See, morti tragicamente durante un volo di esercitazione con un caccia militare.

Con la Gemini 9, Cernan diventava il terzo uomo, dopo Aleksej Archipovic Leonov e Edward H. White, ad aver effettuato una attività extraveicolare, Extra vehicular activity - EVA, uscendo dalla sua navicella nello spazio. Con i suoi colleghi Jim Lovell e John Young condivideva anche il primato delle due missioni verso il nostro satellite. La prima con Apollo 10, nel maggio del 1969, con lo stesso Stafford e con John W. Young. Non era ancora previsto che gli astronauti sbarcassero sulla Luna, e il modulo lunare con Cernan e Stafford arrivò ad una altezza dal suolo lunare di circa 15 chilometri.

La missione era importante anche perché tecnicamente e scientificamente propedeutica alla Missione Apollo 11, che  due mesi dopo, il 20 luglio del 1969, vide lo sbarco dell'uomo sulla Luna con Neil Armstrong e Buzz Aldrin, mentre Michael Collins orbitava attorno al satellite pilotando il modulo di comando. Cernan, che con l'Apollo 10 nel viaggio di ritorno stabilì anche il il record di velocità per mezzi con pilota a bordo, arrivando a 39.897 chilometri orari, tornò alla Luna nel dicembre del 1972 con l'Apollo 17. Terza missione spaziale per lui, ultima ad aver visto ad oggi un uomo camminare sul suolo lunare.

Finora sono solo dodici gli astronauti che possono dire di averlo fatto. Il 14 dicembre Cernan, che sbarcò con Harrison H. Schmitt, fu infatti l'ultimo dei due a risalire sul modulo lunare. Per raccontare questa esperienza, e le altre vissute come astronauta, Cernan nel 1999 pubblicò il libro The Last Man on the Moon - L'ultimo uomo sulla Luna, in cui raccontava cosa aveva provato a volare nello spazio e a vedere così vicino il nostro satellite, ad arrivare a toccarlo e camminarci, e le sensazioni derivanti dalle proprie responsabilità in quelle importanti missioni, e dall'essere un personaggio pubblico e un riferimento per moltissime persone. Immagine: cortesia NASA

 
Bergson: Non esiste una società senza religione E-mail
Scritto da Redazione SRM   
Lunedì 16 Gennaio 2017 08:51

henri_bergsonCominciamo questa settimana con questa citazione del filosofo francese Henri Louis Bergson, Premio Nobel per la letteratura nel 1927, morto nel mese di gennaio di 76 anni fa: "Ci sono società che non hanno né scienza, né arte né filosofia. Ma non c'è mai stata una società senza religione". La citazione è tratta dalla sua opera Le due sorgenti della morale e della religione - Les Deux sources de la morale et de la religion, pubblicata nel 1932

Nato il 18 ottobre del 1859 a Parigi, dove è morto il 4 gennaio 1941, Bergson ha ricevuto il Nobel "per le sue ricche e feconde idee" e  "per la brillante abilità con cui ha saputo presentarle". Il suo pensiero, che supera lo Spiritualismo e il Positivismo dell'Ottocento, ha fortemente e trasversalmente influenzato la cultura del proprio tempo, dalla biologia alla psicologi, dalla letteratura all'arte, dalla filosofia alla teologia.

 
Scienza e fede: l'evoluzione umana E-mail
Scritto da Paolo Centofanti, direttore SRM   
Mercoledì 11 Gennaio 2017 08:58

evoluzioneSi è parlato di teorie evolutive, paleoantropologia, studi sugli ominidi e sulle prime popolazioni umane, in una conferenza organizzata a Roma ieri, martedì 10 gennaio 2017. Con il titolo Sulle tracce dell'evoluzione umana, l'evento ha visto come relatore Giorgio Manzi, professore associato di Antropologia all'università di Roma La Sapienza e direttore del Museo di Antropologia Giuseppe Sergi. Nato a Roma il 9 febbraio del 1958, antropologo e paleontologo, Manzi è laureato in Scienze Biologiche.

Si interessa principalmente di paleoantropologia, tra cui in particolare analisi filogenetica e comparativa di reperti fossili di uomini e ominidi e studi sulla biologia scheletrica di antiche popolazioni umane in Italia e Nord Africa; studia inoltre le prime popolazioni europee, le origini dell'uomo di Neanderthal e dell'Homo sapiens. Ha effettuato tra l'altro ricerche sui cosiddetti uomo di Ceprano e uomo di Altamura.

Tra i suoi libri ricordiamo Scimmie, pubblicato con con J. Rizzo, nel 2011 e il più recente volume Il grande racconto dell'evoluzione umana, pubblicato da Il Mulino nel 2013. L'evento, in cui si è parlato brevemente anche del modo in cui le teorie evolutive possano confrontarsi con la riflessione teologica e filosofica sull'essere umano e con le Sacre Scritture, era parte del modulo formativo Evoluzione e creazione del Master in scienza e fede dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

 
Il nostro cervello cresce anche da adulti E-mail
Scritto da Redazione SRM   
Giovedì 12 Gennaio 2017 21:58

cervelloDel resto lo spiegava già la neurologa premio Nobel Rita Levi Montalcini, quando parlava della plasticità cerebrale, ovvero la capacità dell’encefalo di modificare, almeno in parte,la propria struttura e le proprie funzioni, non solo negli embrioni mentre si sviluppavano, ma anche negli adulti, e non solo in giovane età. In questo caso un recente studio realizzato in California, Stati Uniti, da un gruppo di studiosi della Stanford University, mostrerebbe come anche le aree cerebrali delegate alla memorizzazione e riconoscimento dei volti, continuano a svilupparsi in età adulta. Proprio da adulti infatti la capacità di riconoscimento dei visi cresce e diventa più efficace.

La ricerca è stata pubblicata il 6 gennaio 2017 sulla rivista scientifica Science, con il titolo originale Microstructural proliferation in human cortex is coupled with the development of face processing - La proliferazione microstrutturale nella corteccia umana è abbinata allo sviluppo della elaborazione dei volti. Jesse Gomez e altri ricercatori hanno verificato che una parte del cervello umano, ovvero alcune regioni della corteccia visiva di alto livello, mostrano cambiamenti funzionali e strutturali profondi, determinati dall'esperienza da piccoli e da adulti di conoscenza e memorizzazione di nuovi volti, consentendo così di poterli anche meglio riconoscere e identificare.

Una capacità, dicevamo, che da grandi migliora e si sviluppa ulteriormente, anziché peggiorare. Allo stesso tempo però, non tutte le aree cerebrali mostrano tali cambiamenti, alcune infatti restano stabili senza alcuna modifica. I ricercatori hanno studiato tali regioni del cervello tramite una combinazione di tecniche di imaging quantitativa e di risonanza magnetica funzionale su bambini e adulti. Verificando anche che la possibilità di riconoscere meglio i volti dipende proprio dalla interazione reciproca tra i cambiamenti strutturali e quelli funzionali nel tessuto del cervello. E che il tessuto cerebrale che così si sviluppa, e che consente di riconoscere i volti, si differenzia anche strutturalmente da altre aree cerebrali, come quelle ad esempio che consentono invece di ricordare e riconoscere i luoghi in cui siamo stati o abbiamo vissuto, o che abbiamo comunque visto in qualche modo.

 
Nasa: Lucy e Psyche per capire le origini del sistema solare E-mail
Scritto da Redazione SRM   
Martedì 10 Gennaio 2017 08:51

nasa lucy psyche discovery missions v3Due nuove missioni spaziali del programma spaziale Discovery dell'Agenzia Spaziale Americana, studieranno nel prossimo decennio alcuni importanti asteroidi, che possono darci informazioni utili per comprendere come ha avuto origine e come si è formato il nostro sistema solare. Nell'immagine, cortesia NASA SwRI / SSL Peter Rubin, l'artista ha elaborato una immagine dei due veicoli spaziali: a sinistra vediamo Lucy, il cui nome si ispira volutamente all'ominide scoperto il 24 novembre del 1974; la missione verrà lanciata nell'ottobre 2021, è qui raffigurata dopo aver sorvolato e esaminato il Troiano Euribate - uno dei sei asteroidi Troiani più importanti da studiare.

Lucy dovrebbe arrivare nel 2025 alla fascia di asteroidi situata tra Marte e Giove, e studiare tra il 2027 e il 2033 gli asteroidi troiani selezionati. I Troiani, oggetto della missione Lucy, sono dei veri e propri fossili cosmici: in orbita attorno al pianeta Giove. derivati dal processo di formazione dei pianeti, possono quindi darci importanti indizi sulla loro storia e la storia del sistema solare, quando aveva 10 milioni di anni. Come ha spiegato spiegato Harold Levison, ricercatore del Southwest Research Institute e responsabile scientifico della missione, "sono i resti della materia primordiale dalla quale sono nati i pianeti esterni del Sistema Solare".

A destra possiamo invece vedere Psyche, il cui lancio è previsto verso il 2023: sarà la prima missione spaziale che studierà l'asteroide di metallo Psiche 16, ad oggi sconosciuto, situato nella principale fascia di asteroidi del sistema solare, tra Marte e Giove; è un corpo celeste composto di nichel e ferro e con un nucleo simile a quello del nostro pianeta. Secondo alcuni studiosi, potrebbe essere il nucleo di un pianeta primitivo, originariamente con dimensioni paragonabili a quelle di Marte, e che a causa di scontri verificatisi con altri corpi celesti alcuni miliardi di anni fa, avrebbe perso il suo strato roccioso esterno. Tali caratteristiche lo rendono quindi ideale da studiare per sapere di più su come si sono formati e strutturati pianeti come la Terra, Marte, Mercurio e Venere, e quali ne sono alcuni segreti che ancora non conosciamo.

 
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