L’errore dei millennial di allontanarsi dalla fede credendo sia incompatibile con la scienza E-mail
Scritto da Paolo Centofanti direttore SRM   
Mercoledì 29 Marzo 2017 07:51

cara georgetown universityDue studi realizzati negli Stati Uniti sul territorio nazionale dal CARA, Center for Applied Research in the Apostolate - Centro per la Ricerca Applicata sull’Apostolato, dell’università di Georgetown, hanno recentemente analizzato, con risultati che potremmo definire anche sorprendenti  o paradossali, le dinamiche e le ragioni alla base del fenomeno per cui circa un terzo dei giovani millennial di religione cattolica, divenuto adulto abbandona la propria religione.

Commissionate dalla casa editrice Saint Mary’s Press, le due ricerche sono state realizzate attraverso interviste su campioni casuale di giovani tra i 15 e i 15 anni, nati quindi tra il 1982 e 2002, per il primo studio, e di età pari o superiore ai 18 anni per il secondo studio, che è stato sostenuto anche dalla John Templeton Foundation.  Giovani ai quali fin da piccoli in famiglia e a scuola è stata data una educazione cattolica, ma che una volta cresciuti dichiarano di non identificarsi più con la propria fede.

La sorpresa e il paradosso appaiono evidenti in alcune delle motivazioni addotte da una parte degli intervistati, ovvero quando hanno dichiarato di essersi allontanati dalla religione perché la considerano basata ad esempio su vicende storiche e dogmi teologici non credibili, e apparentemente in contraddizione con la scienza e la ragione. Supponiamo di non ricordare che centinaia di anni di storia della scienza e della religione ci mostrano come non solo religione e ricerca scientifica possono coesistere in armonia, ma esistano innumerevoli esempi di scienziati che erano al tempo stesso sacerdoti, o comunque ferventi credenti.

È però sorprendente che per mancanza di informazioni, nell’era del web e dell’informazione globale i giovani vedano la propria fede come non razionale, principalmente perché non hanno sufficienti informazioni e consapevolezza di come la realtà sia invece differente. I giovani intervistati infatti dichiarano ad esempio di vedere la dottrina religiosa come qualcosa di paragonabile a favole che ascoltavano da bambini, o a leggende di qualche tipo.

Dichiarano anche di avere la necessità di prove per ciò che la religione afferma, e che diversamente non riescono più a credere; di non riuscire a capire come la religione sia compatibile con ciò che hanno studiato sulla cosmologia, l’astrofisica, la biologia e l’evoluzione dell’uomo e degli altri esseri viventi; o di vedere la fede in contraddizione con la ragione e la razionalità, e di non poter continuare a credere per coerenza con tale loro nuova visione del mondo e di sé stessi.

 

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