SRM Newsletter n. 156

  18 gennaio 2011       Come i Magi, dobbiamo tentare di comprendere la firma di Dio nella Creazione Così Papa Benedetto XVI, nell’Angelus per l’Epifania, ha spiegato lo sforzo di ricerca che deve essere comune per gli uomini contemporanei, e gli scienziati in particolare, imitando i Magi, i quali “erano probabilmente dei sapienti che scrutavano il cielo, ma non per cercare di leggere negli astri il futuro, eventualmente per ricavarne un guadagno”; essi erano “piuttosto uomini in ricerca di qualcosa di più, in ricerca della vera luce, che sia in grado di indicare la strada da percorrere nella[…]

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Chi ha messo il sale nella zuppa cosmica?

L’evoluzione della vita sulla Terra da L’Osservatore Romano, 16 gennaio 2011 Anticipiamo ampi stralci di uno degli articoli che saranno pubblicati nel prossimo numero della rivista “Vita e Pensiero”. di Fiorenzo Facchini La storia dell’universo registra una crescita di complessità a partire dal Big Bang. Dalla “zuppa cosmica” (radiazioni, particelle cariche elettricamente) dei primi quattrocentomila anni si formarono atomi, molecole, aggregati di materia che portarono a miliardi di galassie. Anche l’evoluzione della vita sulla Terra è segnata da una crescita di complessità a partire dalle forme ancestrali, i procarioti, di 3-4 miliardi di anni fa.

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Il cammino dei magi

I segni dell’Epifania spiegati da Benedetto XVI     L’Osservatore Romano, 7-8 gennaio 2011 Per decifrare nella creazione la firma di Dio C’è la “firma” di Dio nella creazione:  una firma che l’uomo “può e deve tentare di scoprire e decifrare”. Celebrando giovedì 6 gennaio la messa dell’Epifania nella basilica di San Pietro, il Pontefice ha riproposto i segni e il senso del cammino che duemila anni fa spinse i Magi a seguire la stella per trovare il Messia. Cari fratelli e sorelle, nella solennità dell’Epifania la Chiesa continua a contemplare e a celebrare il mistero della nascita di Gesù salvatore. In[…]

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Un tocco di vita nell’arida matematica

Ricordo di Benoît Mandelbrot di Maria Maggi da L’Osservatore Romano, 31 dicembre 2010 L’”insieme di Mandelbrot” è un’immagine nota a tutti e ricca di fascino. Pochi, però, sanno come è nata e che cosa rappresenta. L’uomo che la ideò nel 1980, Benoît Mandelbrot, è morto proprio quest’anno (il 14 ottobre a Cambridge nel Massachusetts) a quasi 86 anni. Non si tratta di un artista, ma di un matematico geniale.

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Presepe

Natale 2010

“Lasciamoci sorprendere, illuminare dalla Stella che ha inondato di gioia l’universo. Gesù Bambino, giungendo a noi, non ci trovi impreparati, impegnati soltanto a rendere più bella la realtà esteriore. La cura che poniamo per rendere più splendenti le nostre strade e le nostre case ci spinga ancora di più a predisporre il nostro animo ad incontrare Colui che verrà a visitarci, che è la vera bellezza e la vera luce. Purifichiamo quindi la nostra coscienza e la nostra vita da ciò che è contrario a questa venuta:  pensieri, parole, atteggiamenti e azioni, spronandoci a compiere il bene e a contribuire[…]

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SRM Newsletter n. 155

  21 dicembre 2010   Lloyds hypothesis: Dio come “programmatore” dell’Universo? Pensare l’Universo come fosse un computer, che elabora e produce materia e energia come fossero informazioni, anzi bit. Questa l’ipotesi avanzata nel 2002 dall’ingegnere quanto-meccanico Seth Lloyd del Massachusets Institute of Technology e pubblicata dal New York Times. Un articolo di Avvenire racconta questa e altre teorie che ipotizzano l’universo come una struttura informativa, dove le leggi e le linee evolutive diventano “software” che gestisce la materia, fatta di unità d’informazioni assemblate che possono coincidere, per alcuni analogicamente, per altri strutturalmente e funzionalmente, con i bit di un computer.[…]

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Un portale di cosmologia per rispondere alle grandi domande dell’uomo

“Perché l’interesse per un portale di cosmologia?” si è chiesto Mons. Melchor Sánchez de Toca, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura e Direttore Generale del Progetto STOQ, durante la conferenza stampa per la presentazione della STOQ lecture 2010. Perché “la cosmologia forse più di altre scienze porta a porsi le grandi domande sull’esistenza: da dove veniamo? da dove viene il tutto? dove stiamo andando? qual’è il posto dell’uomo nell’Universo?” Questa è la ragione principale e la guida del progetto, che nasce, ha voluto precisare, non per “aggiungere un po’ di ‘glassa’ o di ‘vaniglia’ teologico-filosofica a un portale di cosmologia,[…]

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Se l’astronomia, la teologia e la filosofia dialogano nel web

L’accordo per il Portale di Cosmologia, ha spiegato il prof. Piero Benvenuti nella conferenza stampa, frutto della collaborazione tra l’ASI, il Progetto STOQ, il Pontificio Consiglio della Cultura e la Pontificia Università Lateranense, è stato firmato recentemente ma culturalmente parte da molto lontano: dal legame che vi è sempre stato nell’antichità tra astronomia, fede e filosofia, ma anche dal 2009, Anno Internazionale dell’Astronomia, che nonostante abbia contribuito a ridefinire e far ripartire il dialogo tra ricerca astronomica e religione, non aveva ancora visto iniziative concretamente indirizzate in questo senso, soprattutto nel mondo laico. Un paradosso, se si considera che “la[…]

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John Barrow: per comunicare la scienza è necessario essere precisi e adattarsi agli interlocutori

Il prof. Barrow, Premio Templeton 2006, lo ha spiegato nel corso della conferenza stampa di presentazione della STOQ Lecture 2010, che lo ha visto protagonista, il 10 dicembre scorso, presso la Sala San Pio X. “La comunicazione della scienza”, ha spiegato rispondendo a una domanda di SRM, “non è totalmente differente dalla comunicazione in altri ambiti, ad esempio in ambito economico o politico”. Come in queste aree, “vi sono molti modi per comunicare una scoperta, un evento, un progetto scientifico, e tutto dipende fondamentalmente da coloro che leggono”; quindi non bisogna sorprendersi osservando come “alcune scoperte vengono divulgate in modo[…]

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