Ologramma Quantum computing università Losanna

Video: nuova tecnica di ologrammi, per il futuro computer quantistico

Gli ologrammi sono stati realizzati da ricercatori dell’Ecole polytechnique federale di Losanna – Svizzera – con una nuova tecnica basata su elettroni, anziché come di consueto sulla luce. Come si legge sul sito dell’istituzione accademica elvetica, “il nuovo metodo può fornire due importanti vantaggi: in primo luogo, l’informazione sulla luce stessa, il che lo rende un potente strumento per l’imaging di campi elettromagnetici con precisione di attosecondi e nanometrici nel tempo e nello spazio. In secondo luogo, il metodo può essere utilizzato nelle applicazioni di calcolo quantistico per manipolare le proprietà quantistiche degli elettroni liberi”. Pubblicato su Science Advances, lo[…]

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Nature: AWAKE, i nuovi acceleratori di particelle

Fisica delle particelle: AWAKE è la nuova generazione di acceleratori di particelle ad alta energia Ne parla sulla rivista scientifica Nature l’articolo Acceleration of electrons in the plasma wakefield of a proton bunch, pubblicato mercoledì 29 agosto 2018. L’articolo racconta la prima dimostrazione dell’esperimento Advanced Wakefield – AWAKE del Cern di Ginevra. Spiegando che Awake rappresenta “il futuro degli acceleratori di particelle ad alta energia”. Sia per gli studi attuali, sia per le tecnologie che aiuterà a sviluppare. “Gli acceleratori di particelle ad alta energia – si legge su Nature – sono stati fondamentali per fornire una comprensione più profonda delle particelle fondamentali”. E[…]

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Juno ci mostra Giove, un pianeta più esotico del previsto

Le riviste scientifiche Science e Geophysical Research Letters hanno pubblicato tre studi con immagini realizzate dalla sonda spaziale. Fotografie che svelano un volto inaspettato e sorprendente del pianeta più grande del nostro sistema solare: colossali cicloni e pennacchi di ammoniaca, sono solo una parte di ciò che è possibile vedere di Giove grazie alla missione spaziale Juno della Nasa. Immagini e informazioni arrivano a meno di un anno dall’inizio dell’orbita della sonda intorno a Giove, nel luglio del 2016: sono talmente sorprendenti da rendere necessario ripensare molto di ciò che finora gli scienziati sapevano o ipotizzavano su Giove e su altri pianeti giganti di gas: “Quello che abbiamo[…]

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slac herman winick claudio pellegrini

Herman Winick e Claudio Pellegrini premiati con il Fermi Award

Sono Herman Winick e Claudio Pellegrini i vincitori per il 2014 del prestigioso Enrico Fermi Award. Riceveranno il premio dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama in una cerimonia ufficiale che avrà luogo alla Casa Bianca. Nato il 2 ottobre del 1932, Winick è professore emerito allo Stanford Linear Accelerator Center – SLAC e all’Applied Physics Department dell’università di Stanford. Pellegrini si è laureato in fisica all’università di Roma La Sapienza, e ha cominciato la sua attività di ricerca ai Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – Infn, per poi trasferirsi negli Stati Uniti, dove lavora ai laboratori dell’Acceleratore Slac[…]

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Accademia Nazionale dei Lincei Palazzo Corsini

Lincei: Le grandi sfide della Fisica e della Chimica per l’Ingegneria

Si parlerà delle prospettive delle scienze ingegneristiche in un approccio scientifico interdisciplinare, nel seminario promosso a Milano mercoledì 11 marzo 2015 da Accademia Nazionale dei Lincei, Centro Linceo interdisciplinare Beniamino Segre, Politecnico di Milano e Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere. Con il titolo Le grandi sfide della Fisica e della Chimica per l’Ingegneria, l’evento è organizzato nell’ambito delle giornate di seminari Lezioni Lincee di Fisica e Chimica; è una delle iniziative formative previste da I Lincei per la Scuola, il programma di incontri di approfondimento sugli sviluppi teorici e applicativi di varie discipline di ricerca. Questi eventi sono destinati[…]

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La luce può creare la materia ?

Nuovi studi, condotti da un gruppo di scienziati dell’Imperial College di Londra e del Max Planck Institut Kernphysik, e pubblicati su Nature Photonics il 18 maggio 2014, con il titolo A photon–photon collider in a vacuum hohlraum doi:10.1038/nphoton.2014.95, sembrano dimostrarlo, confermando quanto avevano già teorizzato nel 1934 Gregory Breit e John Archibald Wheeler. Già allora i due studiosi, in un articolo sulla rivista scientifica Physical Review, avevano infatti ipotizzato e descritto un processo in cui, utilizzando un campo elettromagnetico polarizzato ad impulsi brevi, ad esempio un laser, da un fascio di fotoni era possibile l’emissione di coppie di elettroni e[…]

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Buchi neri sulla Terra ? Ci sarebbero da molto prima dell’LHC …

Archiviate già precedentemente le tragiche e irreali previsioni (cfr. SRM) che il progetto LHC avrebbe generato buchi neri che avrebbero finito per divorare la Terra, si scopre che forse in giro sul nostro pianeta ve ne sarebbero già diversi, e da tempo non calcolabile. Stando a quanto ipotizzato da Aaron P. VanDevender e J. Pace VanDevender, ricercatori dei Sandia National Laboratories di Albuquerque, New Mexico, si tratterebbe di micro buchi neri, originati nelle fasi iniziale del Big Bang, caratterizzati da dimensioni talmente minime da poter essere rilevabili con grande difficoltà e da masse che, seppur enormi per le nostre concezioni,[…]

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