Stati Uniti: il Pentagono continua ad indagare sugli Ufo

La notizia che il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti continua a portare avanti indagini sul possibile “fenomeno” Ufo, è apparsa in questi giorni su diverse agenzie di stampa. Lo avrebbe rivelato lo stesso Pentagono, tramite il portavoce del Dipartimento della Difesa. Spiegando che le indagini governative ufficialmente concluse nel 2012, in realtà stanno continuando.  Il nome del progetto di studi sugli oggetti volanti non identificati è Aatip – Advanced Aerospace Threat Identification Program. Programma avanzato di identificazione delle minacce aerospaziali. La denominazione spiega comunque gli obiettivi molto più globali del programma: investigare su tutti gli oggetti volanti sul momento[…]

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Oumuamua, cortesia Eso - Komesser

Oumuamua: l’asteroide interstellare in realtà è una sonda aliena ?

Questa l’ipotesi su cui stanno lavorando da alcune settimane diversi ricercatori a livello internazionale. Sono spinti ad ipotizzarlo non soltanto dalla forma dell’asteroide, comunque atipica e tale da farlo sembrare decisamente un’astronave, o qualcosa di simile.  Oumuamua, come spiega un articolo sulla rivista Scientific American, e come aveva anticipato anche Nature, ha infatti delle peculiarità che finora non erano state riscontrate in altri asteroidi. Approfondiamo la questione domani sera in un nuovo articolo. Il precedente era stato pubblicato per errore ancora in bozza Sulla ricerca di eventuali prove che l’asteroide sia in realtà artificiale, progettato e costruito da forme di[…]

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papa francesco stephen hawking novembre 2016

Hawking: il progetto per cercare gli alieni, quali rischi

Potrebbero essere segnali radio artificiali, trasmessi da esseri intelligenti evoluti almeno quanto noi, quelli individuati recentemente dall’Università della California. Le trasmissioni di 15 distinte emissioni radio da una galassia nana a 3 miliardi di anni luce dalla Terra sono state captate dal Green Bank Telescope della West Virginia, uno degli osservatori inseriti nel Breakthrough Listen Project. Questo progetto scientifico, finalizzato alla ricerca di vita su altri pianeti nelle 100 galassie prossime alla Via Lattea, è guidato da Stephen Hawking. Per il fisico britannico, come avevamo raccontato in un precedente articolo, questa possibile scoperta non è però importante solo dal punto[…]

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physicist stephen hawking in zero gravity nasa

Stephen Hawking: gli alieni potrebbero conquistarci e colonizzarci

Il grande fisico britannico lo afferma in una recente serie di documentari prodotti per il web, caratterizzati da una notevole attenzione sulle possibile catastrofi che potrebbero colpire il nostro pianeta e il genere umano. In ogni puntata, a bordo di una una nave spaziale virtuale realizzata in computer graphics, da lui pilotata, Hawking conduce gli spettatori attraverso l’Universo, la sua storia e i suoi grandi misteri, dal Big Bang iniziale, alle teorie su universi paralleli, alla materia oscura e i buchi neri. In uno degli episodi della serie, dal titolo Stephen Hawking’s Favourite Places – I luoghi preferiti di Stephen[…]

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Religions and Etraterrestrial Life. How Will we Deal With it ? David A. Weintraub

Libri: Alieni e Religione

La possibile esistenza di vita aliena avrebbe un profondo impatto non solo sulla nostra scienza, ma anche sulle nostre società, sul modo in cui viviamo le nostre esistenze e concepiamo noi stessi e l’universo, e, inevitabilmente, anche sulla nostra religione. Gli extraterrestri sono credenti ? In che Dio credono, o come sono strutturate le loro religioni ? Soprattutto, per noi terrestri, quale sarà il loro impatto sulla nostra fede ? Queste sono alcune delle domande che scaturiscono dall’ipotesi di un incontro con gli alieni, domande che David A. Weintraub, professore di astronomia alla Vanderbilt University di Nashville, Tennessee, Stati Uniti, ci[…]

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Siamo pronti al contatto con gli extraterrestri ?

Siamo pronti ad incontrare una forma di vita intelligente extraterrestre ? In base ad uno studio realizzato dal professor Gabriel G. de la Torre, neuropsicologo dell’Università di Cadice, in Spagna, e pubblicato sulla rivista Acta Astonautica, sembrerebbe proprio di no. L’autore della ricerca, è partito dal fatto che il SETI – Search for Extraterrestrial Intelligence, e altri progetti di ricerca, oltre a cercare segnali da altri pianeti, si stanno preparando ad inviarne per comunicare la nostra esistenza e la nostra posizione nello spazio, aumentando quindi decisamente le possibilità, dopo l’invio delle sonde Voyager, che una civiltà aliena possa scoprirci e decidere di[…]

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Religione: cosa cambierebbe con il contatto con una forma di vita extraterrestre ?

Papa Francesco pochi giorni fa ha parlato della necessità di accogliere nella Chiesa chiunque voglia realmente convertirsi, di non chiudere le porte all’individuo che voglia sinceramente diventare cristiano, né conseguentemente allo Spirito Santo che abbia ispirato in lui una tale volontà. Molti si chiedono però se l’eventuale scoperta dell’esistenza di forme di vita su altri pianeti, se non addirittura il contatto con una qualche civiltà extraterrestre, avrebbe conseguenze sulle religioni attuali, mettendone in discussione dogmi e fondamenti, e se non potrebbe indurre ad una crisi globale dello stesso sentimento di fede e della religiosità tra i credenti. Oltre ovviamente a contraddire,[…]

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Papa Francesco: la Chiesa accoglierebbe gli extraterrestri

La Chiesa non solo è possibilista sull’eventualità che vi siano forme di vita intelligenti su altri pianeti, ma afferma la piena compatibilità di una tale ipotesi con le Sacre Scritture; nel caso in cui scoprissimo che gli extraterrestri esistono, a Bibbia non sarebbe essere negata: bisognerebbe solamente ridefinirne, parzialmente, l’interpretazione testuale e teologica. E nel caso in cui si presentassero pacificamente, dovremmo accoglierli, oltre che sul nostro pianeta, nella nostra Chiesa e la nostra fede. Ne ha parlato il Santo Padre, nell’omelia da lui tenuta durante la Messa del mattino di lunedì 12 maggio, celebrata nella Casa Santa Marta. Papa[…]

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Luca Parmitano: lo spazio ha orizzonti, non confini

Luca Parmitano, maggiore dell’Aeronautica Militare Italiana è uno degli astronauti italiani selezionati dall’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, per missioni nello spazio. Nel maggio del 2013 è decollato dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, a bordo della navetta Sojuz, per arrivare alla ISS – la Stazione Spaziale Internazionale, dove ha trascorso circa sei mesi. Oltre alle consuete attività scientifiche e tecniche previste da queste missioni, nel periodo a bordo della ISS ha anche effettuato, primo tra gli italiani, due attività extraveicolari, il 9 e il 16 luglio. Nel corso della seconda, ha avuto purtroppo un pericoloso inconveniente: per un problema tecnico era entrata[…]

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