Omega Centauri ESO

Astronomia: Nature, identificate le stelle perdute di Omega Centauri

Le stelle perdute sono quelle che stanno uscendo dall’ammasso globulare Omega Centauri, a causa della forza mareale della Via Lattea. Lo mostra uno studio realizzato da studiosi dell’Osservatorio Astronomico di Strasburgo, dell’Università di Stoccolma e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica – Inaf. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Astronomy con il titolo Identification of the long stellar stream of the prototypical massive globular cluster ω Centauri. Identificazione del lungo flusso stellare del massiccio cluster globulare prototipico ω Centauri. Doi 10.1038/s41550-019-0751-x. Gli autori sono Michele Bellazzini, Paolo Bianchini, Rodrigo A. Ibata,  Khyati Malhan e Nicolas Martin. La disgregazione di[…]

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Astrofisica: due colonne di gas caldo al centro della Via Lattea

I due flussi di gas sono stati individuati grazie ad uno studio guidato da Gabriele Ponti, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica  – INAF. La eccezionale scoperta è stata realizzata tramite osservazioni del satellite XMM Newton dell’ESA – Agenzia Spaziale Europea. Questo nuovo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature con il titolo An Xray chimney extending hundreds of parsecs above and below the Galactic Centre. Gli autori, oltre a Ponti, sono  E. Churazov, M. Clavel, F. Hofmann, A. Goldwurm, F. Haberl, M. R. Morris, K. Nandra, R. Terrier. Ponti ha spiegato che “i flussi di gas e venti di particelle ed[…]

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Stampa: DNA spaziale, trovato il pezzo mancante della Cianometanimina

Un gruppo internazionale di astronomi guidato da Víctor M. Rivilla dell’INAF di Arcetri – Firenze ha scoperto l’abbondante presenza nello spazio interstellare di questa molecola, considerata un precursore dell’adenina, uno dei mattoni del DNA. Capire l’origine della vita sulla Terra studiando le nubi molecolari della Via Lattea ? È possibile ed è quello che sta cercando di fare un team internazionale di astronomi guidati da Víctor M. Rivilla, ricercatore dell’INAF di Arcetri a Firenze con un contratto Marie Skodowska-Curie, nell’ambito del programma AstroFIt2. Gli esperti hanno avvistato per la prima volta nel mezzo interstellare, il serbatoio che alimenta la formazione di stelle[…]

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Nature: dodici buchi neri al centro della nostra Galassia

Una dozzina di buchi neri al centro della Via Lattea La presenza di buchi neri al centro della nostra galassia emerge da uno studio, pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Nature. L’articolo è stato pubblicato ad aprile, parallelamente alla ricerca sull’antimateria. Vedi Nature: antimateria misurata con la spettroscopia. Questo nuovo studio è stato realizzato da Charles Hailey e altri ricercatori della Columbia University, New York, Stati Uniti. Gli scienziati hanno utilizzato i dati di archivio delle osservazioni effettuate dal telescopio Chandra x-ray Observatory o AXAF, Advanced x-ray Astrophysics Facility. Questo telescopio orbitale della NASA è stato specificamente progettato per osservare i raggi x. Costato 1,65 miliardi[…]

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L’oggetto interstellare è materia oscura ?

Questa l’ipotesi avanzata da alcuni ricercatori dell’università di Stanford, California, e pubblicata sul sito arXiv. L’articolo è firmato da David Cyncynates, Emanuela Dimastrogiovanni, Saurabh Kumar, Jagjit Sidhu, Glenn D. Starkman. Per gli studiosi, l’asteroide interstellare Oumuamua potrebbe essere composto di materia oscura, super densa. Al punto che il suo transito tra la Terra e il pianeta Mercurio potrebbe determinare una deviazione di circa dieci metri dell’orbita di Mercurio stesso. Il corpo celeste è stato individuato il 19 ottobre scorso dal telescopio Pan – STARRS 1, situato nelle isole Hawaii. David Cyncynates e i suoi colleghi hanno spiegato che Oumuamua “è generalmente considerato un oggetto[…]

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papa francesco stephen hawking novembre 2016

Hawking: il progetto per cercare gli alieni, quali rischi

Potrebbero essere segnali radio artificiali, trasmessi da esseri intelligenti evoluti almeno quanto noi, quelli individuati recentemente dall’Università della California. Le trasmissioni di 15 distinte emissioni radio da una galassia nana a 3 miliardi di anni luce dalla Terra sono state captate dal Green Bank Telescope della West Virginia, uno degli osservatori inseriti nel Breakthrough Listen Project. Questo progetto scientifico, finalizzato alla ricerca di vita su altri pianeti nelle 100 galassie prossime alla Via Lattea, è guidato da Stephen Hawking. Per il fisico britannico, come avevamo raccontato in un precedente articolo, questa possibile scoperta non è però importante solo dal punto[…]

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Hubble Space Telescope

Hubble fotografa la galassia più antica

La Nasa, l’agenzia spaziale americana, e l’ESA, l’agenzia spaziale europea, ci regalano una immagine astronomica che consente di fare un viaggio nel tempo e di osservare una parte dell’universo com’era 13,4 miliardi di anni fa, ovvero 400 milioni di anni dopo il Big Bang. Come spiega un articolo sull’Astrophysical Journal, l’immagine in questione è stata scattata dall’Hubble Space Telescope, e mostra GN-z11, la galassia più lontana dalla Terra che sia finora stata fotografata; una galassia venticinque volte più piccola della Via Lattea, e insolitamente molto luminosa, considerando l’enorme distanza a cui si trova. La fotografia è parte dello studio denominato GOODS[…]

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vlt esob tafresh

Gravity, per cercare e fotografare esopianeti e buchi neri

Con l’obiettivo di individuare e fotografare esopianeti e buchi neri, è stato attivato Gravity, un nuovo strumento ad altissima risoluzione del telescopio Vlt – Very Large Telescope, dell’Osservatorio europeo meridionale – ESO European Southern Observatory, situato nel deserto di Atacama, sul Cerro Paranal, in Cile. Lo strumento è il più potente tra quelli installati finora sul Vlt; è stato realizzato da astronomi e ingegneri provenienti da vari paesi europei, in un progetto coordinato dal Max Planck Institute di fisica extraterrestre di Garching, Germania. I ricercatori hanno già osservato e fotografato alcune stelle giovani nell’ammasso del Trapezio, individuando una stella doppia. Utilizzeranno Gravity anche per[…]

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Verso l'Orizzonte del Buco Nero. Chi lo conosce lo evita

Verso l’orizzonte del Buco Nero

Cosa sono esattamente i buchi neri ? come si originano ? veramente deviano la luce e attraggono inevitabilmente tutto la materia che li circonda ? Questi alcuni degli argomenti affrontati mercoledì 28 gennaio 2015 a Napoli nella conferenza Verso l’orizzonte del Buco Nero: chi lo conosce lo evita. Relatore, Tomaso Belloni, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica – INAF, all’Osservatorio Astronomico di Brera, Milano. Un evento promosso nell’ambito delle iniziativa organizzate in tutta Italia e nel mondo per l’Anno Internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla luce – International Year of Light and Light-based Technologies, IYL2015 (vedi SRM). Nella cornice dell’Osservatorio[…]

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