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Nature: l’ossigeno nelle acque di Marte potrebbe sostenere la vita

Le acque presenti al di sotto della superficie di Marte potrebbero contenere ossigeno sufficiente per forme di vita come microbi aerobici o spugne. Ne parla un articolo pubblicato il 22 ottobre 2018 sulla rivista scientifica Nature Geoscience, con il titolo O2 solubility in Martian near surface environments and implications for aerobic life. Solubilità O2 in ambienti marziani vicini alla superficie e implicazioni per la vita aerobica. DOI 10.1038 / s41561-018-0243-0. Lo studio è stato realizzato da Woodward W. Fischer, Michael Mischna, Vlada Stamenkovic e Lewis M. Ward. Finora invece gli scienziati pensavano che nelle acque situate appena al di sotto del suolo marziano[…]

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Scienza e fede: Darwin e oltre

Si è parlato della teoria evolutiva di Charles Darwin, vista tra fede e scienza, al Los Alamos Faith and Science Forum Con il titolo Darwin And Beyond – Darwin e Oltre, questo terzo incontro della serie Purposeful Evolution ha visto l’intervento di Chick Keller. Nato a Harrisburg, Pennsylvania, nel 1939, Keller ha ottenuto un Bachelor of Arts in filosofia e un Bachelor of Science in fisica alla Pennsylvania University. E nel 1969 ha ottenuto un Master of Science e un dottorato di ricerca in astronomia all’Indiana University. Dal 1987 al 1990 è stato direttore del Laboratorio dell’Istituto di geofisica e fisica planetaria[…]

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Scienza e esplorazione spaziale: anniversari 2016

Il 2016 è un anno significativo, denso di anniversari nella storia delle scienze, e in particolare anche delle esplorazioni spaziali. Il primo che vogliamo citare cronologicamente è certamente tra i più importanti: 55 anni fa, esattamente il 12 di aprile del 1961, il cosmonauta russo Yuri Gagarin è infatti il primo uomo ad orbitare nello spazio attorno al nostro pianeta: decollato alle 9.07, ora di Mosca, dopo 88 minuti di volo atterra con successo alle 10.20. La Russia per il momento ha segnato un punto nella gara scientifica, tecnologica e di propaganda con gli Stati Uniti per la conquista dello spazio.[…]

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Nature: ritratto di Marte come un giovane pianeta

La scienza planetaria non ha ancora compreso in modo definitivo la storia dell’evoluzione geologica dei pianeti del nostro sistema solare. A partire dal 1958, le numerose missioni di esplorazione, dalle sonde fotografiche Ranger, Mariner, Surveyor, ai lander come Venera, Mars, Viking, Rosetta, ci hanno però aiutato in 58 anni ad avere maggiori dati scientifici e informazioni, consentendo di capire meglio le caratteristiche chimiche, fisiche e geologiche della Luna, e di pianeti come Venere, Giove, Saturno. Lo stesso problema si presenta per Marte, nonostante sia il pianeta più studiato e fotografato, e con più sonde sul proprio suolo. Ne parla un[…]

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Gran Sasso: l’esperimento Luna ci spiega come si evolverà il Sole

Capire come si modificano le stelle quando diventano giganti rosse, e come in futuro cambierà in tal modo anche il nostro sole. Questo è parte di ciò che ci sta spiegando il LUNA – Laboratory for Underground Nuclear Astrophysics, un acceleratore lineare di piccole dimensioni installato dall’INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, nella struttura dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso – LNGS., nell’ambito di un progetto internazionale. La ricerca, a cui prendono parte circa 50 scienziati italiani, scozzesi, tedeschi e ungheresi, è realizzata dall’INFN in collaborazione con Helmholtz Zentrum di Dresden – Rossendorf, Germania; School of Physics and Astronomy, dell’Università di Edimburgo,[…]

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Nella Luna, molta più acqua del previsto

Un team di scienziati della Brown University, della Carnegie Institution for Science e della Case Western Reserve University, sono arrivati a questa conclusione studiando campioni di rocce prelevati dalla missione Apollo 17. Una scoperta pubblicata nei giorni scorsi su Science. Dalle analisi sulle “inclusioni” di acqua e vapore acqueo intrappolate nei cristalli all’interno delle pietre, e in base alle proiezioni successivamente elaborate, sembrerebbe che il nostro satellite potrebbe avere riserve d’acqua anche cento volte maggiori di quanto prima era stato calcolato. Come ha spiegato James Van Orman, uno dei ricercatori coinvolti nello studio, “contrariamente alla maggior parte dei depositi vulcanici,[…]

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