Nature: i cambiamenti climatici aumentano pure i rischi di guerre e conflitti

Nuovo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature, mostra come un aumento della temperatura media terrestre di 2 gradi centigradi, causi un aumento del 13% delle probabilità di guerre e conflitti armati. E nel caso in cui l’aumento delle temperatura arrivasse a 4 gradi centigradi, il rischio di guerre e altri conflitti armati raddoppierebbe, arrivando al 26 per cento. La ricerca è stata definita da undici studiosi di clima e di conflitti armati. I ricercatori lavorano in varie istituzioni accademiche e di ricerca internazionali, tra cui le università di Stanford, di Exeter, e il Peace Research Institute di Oslo. I ricercatori[…]

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In memoria di Bruce McCandless: fu il primo a volare liberamente nello spazio

A distanza di un anno dalla scomparsa di Scott Glenn, pioniere nell’esplorazione spaziale, uomo di fede e scienza, due giorni fa ci ha lasciato anche un altro astronauta che ha fatto la storia dell’esplorazione spaziale. Bruce McCandless, ingegnere e pilota della Marina degli Stati Uniti, nel 1984 è stato infatti il primo uomo ad effettuare una EVA, attività extraveicolare definita come untethered, ovvero senza alcun cavo o altri sistemi di sicurezza che lo agganciassero allo Space Shuttle Challenger della missione STS 41 B. La Nasa, l’agenzia spaziale statunitense, ha pubblicato su YouTube un video – visibile qui nell’articolo – per ricordare McCandless e lo storico momento[…]

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L’oggetto interstellare è materia oscura ?

Questa l’ipotesi avanzata da alcuni ricercatori dell’università di Stanford, California, e pubblicata sul sito arXiv. L’articolo è firmato da David Cyncynates, Emanuela Dimastrogiovanni, Saurabh Kumar, Jagjit Sidhu, Glenn D. Starkman. Per gli studiosi, l’asteroide interstellare Oumuamua potrebbe essere composto di materia oscura, super densa. Al punto che il suo transito tra la Terra e il pianeta Mercurio potrebbe determinare una deviazione di circa dieci metri dell’orbita di Mercurio stesso. Il corpo celeste è stato individuato il 19 ottobre scorso dal telescopio Pan – STARRS 1, situato nelle isole Hawaii. David Cyncynates e i suoi colleghi hanno spiegato che Oumuamua “è generalmente considerato un oggetto[…]

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Maryam Mirzakhani

Maryam Mirzakhani, prima donna a vincere il Nobel della matematica

La studiosa iraniana, dal 2008 professore alla Stanford University, Stati Uniti, è purtroppo  morta sabato 15 luglio 2017, a causa di un tumore contro cui lottava dal 2013. Era stata la prima donna, oltre che il primo cittadino del proprio paese di origine, ad ottenere la Medaglia Fields. Questo prestigioso riconoscimento, considerato il Nobel della matematica per l’importanza che riveste in quest’area scientifica, viene assegnato annualmente dal Fields Institute di Toronto, Canada. Sono premiati giovani studiosi e ricercatori – fino ai 40 anni di età – che abbiano compiuto studi di grande importanza nella matematica, o abbiano comunque contribuito in modo rilevante[…]

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sistema solare

Scienza e psicologia: gli atei più dogmatici di chi ha fede

Lo rivela un recente studio realizzato da Filip Uzarevic e Vassilis Saroglou, ricercatori dell’Università Cattolica di Lovanio, Belgio, e da Magali Clobert, ricercatrice della Stanford University, Stati Uniti. La ricerca ha analizzato e confrontato gruppi di non credenti e di cristiani, complessivamente 788 persone, in tre paesi di cultura laica: Gran Bretagna, Spagna e Francia. Lo studio è stata pubblicato in peer review il 27 aprile 2017 sulla rivista di psicologia Personality and Individual Differences – Personalità e Differenze Individuali. L’articolo, dal titolo Are atheists undogmatic ? – Gli atei sono non dogmatici ? spiega come, con risultati sostanzialmente omologhi in tutti e tre[…]

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cervello

Il nostro cervello cresce anche da adulti

Del resto lo spiegava già la neurologa premio Nobel Rita Levi Montalcini, quando parlava della plasticità cerebrale, ovvero la capacità dell’encefalo di modificare, almeno in parte,la propria struttura e le proprie funzioni, non solo negli embrioni mentre si sviluppavano, ma anche negli adulti, e non solo in giovane età. In questo caso un recente studio realizzato in California, Stati Uniti, da un gruppo di studiosi della Stanford University, mostrerebbe come anche le aree cerebrali delegate alla memorizzazione e riconoscimento dei volti, continuano a svilupparsi in età adulta. Proprio da adulti infatti la capacità di riconoscimento dei visi cresce e diventa più[…]

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