Scienza e Fede: le ragioni di un Master

Il 18 ottobre 2011 inizierà il nuovo Anno Accademico per il Master in Scienza e Fede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, una delle sette università pontificie che hanno aderito al Progetto STOQ – Science, theology and the Ontological Quest, sostenuto dalla John Templeton Foundation e coordinato dal Pontificio Consiglio della Cultura, con l’intento di studiare, analizzare e promuovere un corretto e armonico rapporto tra religione e scienza.

Come ha spiegato a Bologna Sette P. Rafael Pascual LC, decano della Facoltà di Filosofia e Direttore del Master e dell’Istituto di Scienza e Fede, che lo promuove, il corso ha l’obiettivo di “offrire un programma completo di studio, che non dia solo nozioni sparse, ma linee guida che permettano di affrontare i nuovi argomenti che sempre emergono in questo ambito”.

 

Per la propria specificità istituzionale, essendo attivato all’interno di una università pontificia, il master si propone anche di “creare un ponte tra teologia e scienza”, e quindi recuperare anche la frequente scissione tra “cultura umanistica e cultura scientifica”.

Nei vari moduli vengono affrontati argomenti classici quali appunto il rapporto tra Scienza e Fede; Filosofia antica, mondo medievale e scienza moderna;  insieme a questioni di frontiera come l’intelligenza artificiale, fisica quantistica e religione, miracoli, neuroscienze.

Il Gruppo di Studio SRM – Science and Religion in Media, diretto da Paolo Centofanti è attivo nell’ambito del Master in Scienza e Fede e dell’Istituto Scienza e Fede.

Link intervista, Bologna SetteMaster in Scienza e FedeIstituto Scienza e Fede

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